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Carla ZitoScritto da: Città e Territorio

In Cile perso il 47% delle chiese, 45 cappelle

In Cile perso il 47% delle chiese, 45 cappelle

«Cappelle d’emergenza: non c’è un Cile nuovo senza Cristo», nasce in seguito al terremoto che ha colpito il paese nel febbraio 2010 distruggendo il 47% delle chiese cattoliche afferenti a 12 diocesi. Il progetto delle 45 cappelle, a beneficio delle comunità che sono rimaste senza chiesa, è stato sviluppato dall’architetto cileno Gonzalo Mardones Viviani insieme alla Fondazione Ais (Aiuto alla chiesa che soffre) che ha finanziato l’intera operazione (circa 221 milioni di euro) attraverso una raccolta fondi. L’architetto ha sviluppato un prototipo: una struttura in acciaio ancorata al suolo su una dozzina di blocchi di cemento con una copertura in vinile. La cappella ha una pianta di 185 mq e una capacità di 100 posti. L’unica apertura, nel tetto, illumina dall’alto l’altare e permette il ricambio d’aria. Per evitare una ricostruzione affrettata del patrimonio, entro il 2011 sono stati realizzati questi spazi temporanei. Opere effimere, costruite in 12 giorni, il cui involucro è chiaramente ispirato al manto di Maria, per proteggere e ricostruire un luogo di preghiera per oltre un milione di fedeli in totale.

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Last modified: 19 Luglio 2015