1946-2026: l’ottantesimo anniversario della Repubblica ricordato con una mostra istituzionale concentrata sull’attualità e sul futuro della pratica architettonica. All’inaugurazione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In contemporanea un percorso per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi
ROMA. A pochi giorni dall’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, la mostra “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026”, inaugurata il 28 maggio al Maxxi di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, celebra questa ricorrenza ripercorrendo gli sviluppi della ricerca e della pratica architettonica dal Secondo dopoguerra ad oggi.
L’esposizione, curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, si apre tuttavia con uno sguardo sul presente; attraverso una composizione di videoinstallazioni, le voci della generazione di architetti over 65 che hanno caratterizzato il dibattito degli ultimi decenni (Stefano Boeri, Massimiliano Fuksas, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Renzo Piano, Franco Purini, Elisabetta Terragni, Paola Viganò e Cino Zucchi), intervistati per l’occasione, risuonano all’ingresso della galleria KME.
BBPR e Fosse Ardeatine emblemi fondativi
Come nella celeberrima “Storia dell’architettura italiana 1945-1985” di Manfredo Tafuri, anche il percorso espositivo, dopo questo sguardo polifonico sul presente e sul passato più recente, prende avvio dai due grandi memoriali simbolo dell’Italia del dopoguerra: il Monumento ai caduti nei campi di sterminio nazisti dei BBPR a Milano — qui riproposto attraverso una reinterpretazione in scala 1:1 a cura di Matilde Cassani — e il Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma, progettato, tra gli altri, da Mario Fiorentino e Giuseppe Perugini.
Non a caso, quest’ultimo fu scelto dal Presidente Sergio Mattarella come meta della sua prima visita istituzionale nel 2015, all’inizio del primo mandato, a conferma del ruolo del memoriale quale luogo fondativo della memoria e dell’identità repubblicana.
Il ruolo dello Stato
La mostra prosegue con la sezione “Fotogrammi dalla storia” che, attraverso una sintetica selezione di suggestivi materiali d’archivio, ripercorre le principali tappe dell’architettura italiana del secondo dopoguerra. Dall’edilizia residenziale pubblica alla lezione dei grandi maestri della museografia, fino alle sperimentazioni dedicate agli spazi della collettività, questa parte dell’esposizione mette in luce il ruolo decisivo dell’iniziativa pubblica nel promuovere la ricerca architettonica e nell’alimentarne le innovazioni.
Ne emergono alcune delle opere più significative della seconda metà del Novecento, firmate da protagonisti come Carlo Scarpa, Giancarlo De Carlo e Aldo Rossi, solo per citarne alcuni.
La generazione Erasmus
Il cuore della mostra è tuttavia dedicato alle esperienze della contemporaneità e alle prospettive future. La sezione “Cronache del presente” riunisce il lavoro di alcuni tra i più significativi studi italiani appartenenti alla generazione nata tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta, la cosiddetta generazione Erasmus: professionisti formatisi in un contesto ormai pienamente internazionale e capaci di muoversi con naturalezza tra culture, istituzioni e pratiche progettuali diverse. Ne fanno parte Barozzi Veiga, Giulia de Appolonia, DEMOGO, ELASTICOFarm, Kuehn Malvezzi, Labics, MoDusArchitects e Francesca Torzo.
Ad accompagnare il percorso sono le immagini della fotografa Allegra Martin che, nel progetto “Foto di gruppo in un esterno”, ha ritratto le architetture selezionate attraverso l’Italia e l’Europa. Le sue fotografie ampliano il racconto della mostra e riaffermano il ruolo fondamentale della fotografia come strumento di interpretazione e diffusione dell’architettura contemporanea.
Installazioni esterne
La mostra si conclude con la sezione “Next Generation”, dedicata alla vivace stagione delle installazioni nel piazzale del Maxxi, avviata nel 2011 con lo YAP – Young Architects Program, realizzato in collaborazione con il MoMA di New York. Il percorso ne ricostruisce l’evoluzione fino alle più recenti edizioni, che dal 2022 hanno assunto la denominazione NXT. Dalla prima edizione, vinta da STARTT con il progetto WHATAMI (2011), fino all’ultima installazione firmata dal collettivo ferrarese HPO, dal titolo “Rubato” – anch’essa appena inaugurata – la sezione documenta lo sviluppo di una ricerca architettonica profondamente radicata nei temi della contemporaneità e proiettata verso scenari futuri. Vengono infine esposti anche i progetti finalisti per questa edizione, con le proposte dei gruppi Associates Architecture, Atelier Vago, facchinelli daboit saviane e m²ft architects.
Con questa mostra – insieme a “Creature, creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”, a cura di Beatrice Buscaroli e inaugurata il 22 maggio in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi – il Maxxi conferma la propria capacità di rileggere le ricorrenze istituzionali attraverso una prospettiva saldamente ancorata al presente, attenta alle trasformazioni dell’arte e dell’architettura contemporanee.
Immagine di copertina: Maxxi, mostra “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026, inaugurazione, 2026 (courtesy Maxxi, ©Musa)
“Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026”
29 maggio – 15 novembre 2026
Maxxi, Galleria KME, Roma
A cura di: Pippo Ciorra, Elena Tinacci
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“Creature, creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”
22 maggio – 20 settembre 2026
Maxxi, Hall, Roma
A cura di: Beatrice Buscaroli
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