Porta sempre la firma di Jean Nouvel lenorme complesso commerciale con uffici inaugurato il 28 ottobre e costruito di fronte alla cattedrale di Saint Paul, nel cuore della City, denominato One New Change, in contrapposizione allo storico Royal Exchange. Esponenziali le reazioni della critica inglese che, sebbene accrediti un certo successo alle opere dellarchitetto francese in patria, come la Fondation Cartier o lInstitut du Monde Arabe, entrambe a Parigi, nutre diffidenza verso lo straniero. Primo fra tutti, con una delle sue tipiche affermazioni («A Londra la Luftwaffe ha fatto meno danni dellarchitettura moderna!»), il principe di Galles che ha tentato inutilmente più volte di bloccare il progetto. Tra le critiche più disparate, il colore del nuovo arrivato parrebbe lelemento principale del contendere: non già il grigio militare, ritenuto appropriato a un edificio paragonato a un hangar, bensì un marrone opaco tendente allocra, che cozzerebbe in maniera eccessiva con il bianco grigiastro, con al massimo qualche presenza di mattoni al naturale, dello «Square Mile», larea che circonda Saint Paul. Sia gli interni che gli esterni della celebre cattedrale, costruita a partire dal 1675 da Christopher Wren in un linguaggio che si rifà in maniera originale al Barocco italo-francese (sebbene la pianta ricalchi chiaramente le preesistenze medievali), sono stati recentemente restaurati e rimangono lattrazione principale della City. Ma la vista dalla caffetteria allultimo piano del One New Change renderà certamente giustizia allaffronto. Ciononostante, malgrado né il committente Land Security, né tantomeno Richard Rogers (che nel 2003 in qualità di consulente del sindaco scelse il progetto di Nouvel) lo ammettano, il ruolo principale di One New Change sembrerebbe proprio quello di scioccare. In realtà Nouvel, dal canto suo, sottolinea come il suo edificio si ponga con deferenza di fronte alla cattedrale, riflettendone letteralmente il profilo nelle sue facciate. In ogni modo, One New Change non è né il primo né lultimo della sua specie, considerato che la City di Londra diventa sempre più un campionario di architettura totalmente sconnessa e non un insieme di edifici relazionati al contesto. Tanto rumore per nulla, è proprio il caso di aggiungere.
(Visited 115 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Peter Zumthor in California, cemento autoreferenziale 7 Giugno 2026
- Legno, riso e propoli: il padiglione delle api 6 Giugno 2026
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
- Il lavoro nuovo della Badoni di Lecco: officina di comunità 31 Maggio 2026
- In Scozia il giardino più bello: arte e austerità architettonica 29 Maggio 2026
- Alessandro Panci: qualità, specializzazioni e nuova legge urbanistica 26 Maggio 2026
- Marta Vall-llossera: gli architetti guideranno il cambiamento 26 Maggio 2026
- Anne Speicher: ridurre, riutilizzare, collegare 26 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















