Il presidente del Cnappc ha indirizzato, ricorrendo alle pagine del «Corriere della Sera», la sua prima «Lettera aperta degli architetti italiani al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi». Prendendo le mosse dalla situazione di pesante crisi e ristagno nel settore edilizio ed emergenza portata soprattutto dal terremoto abruzzese e dal dissesto idrogeologico che i recenti crolli siciliani hanno evidenziato ancora una volta, Gallione ha chiesto, proponendolo, un coinvolgimento diretto degli architetti nei processi decisionali che devono portare a una nuova politica di intervento sul territorio nazionale. Molteplici, e già affrontati in precedenza in diverse occasioni pubbliche e sui periodici ufficiali del Cnappc, i punti chiave sottolineati: la predisposizione sia di programmi architettonici e urbanistici che garantiscano il diritto alla sicurezza dellabitare, sia di un piano di tutela e consolidamento dei centri antichi, ma anche il fondamentale intervento sul patrimonio edilizio postbellico (sui 120 milioni di vani complessivi del paese, 90 sono stati realizzati dopo la seconda guerra mondiale e la maggior parte necessita di interventi per migliorarne le prestazioni energetiche e strutturali) e limpostazione di una riforma urbanistica che promuova lo sviluppo della qualità architettonica. Speriamo che non siano solo, e di nuovo, «parole nel vuoto».
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