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Meneghetti: insegnare e basta

Primo della collana «Il tempo e le opere» diretta da Daniele Vitale, «Le stagioni delle scelte. Lodovico Meneghetti. Architettura e scuola» (Il Poligrafo, Padova 2011) è in sostanza un Festschrift (sia pure anomalo nella struttura) dedicato a Meneghetti (1926) e alla sua lunga attività di architetto, urbanista, docente. A ispirare la pubblicazione, curata dallo stesso Vitale, sono state due lezioni tenute da Meneghetti nel 2008 presso la Facoltà di Architettura civile del Politecnico di Milano, il cui testo rivisto e ampliato forma la prima parte del volume. La seconda è composta da una serie di scritti affidati a colleghi e amici (Guido Canella, Daniele Vitale, Antonio Monestiroli, Fausto Bertinotti, Emilio Battisti, Massimo Fortis, Cesare Bermani, Pierluigi Benato, Sergio Rizzi, Sergio Brenna, Leo Guerra, Georg Josef Frisch, Federico Bucci, Giancarlo Consonni), che illuminano per frammenti la sua attività, ma anche il tempo e i contesti in cui ha operato. Il baricentro del libro è rappresentato dal saggio di Meneghetti in cui ripercorre e commenta i molti decenni del suo lavoro, con una particolare attenzione verso l’attività progettuale svolta negli anni cinquanta e sessanta fra Novara e Milano, con Vittorio Gregotti e Giotto Stoppino. In seguito Meneghetti si è dedicato in modo quasi esclusivo all’insegnamento nel campo della progettazione urbanistica, affiancando all’inizio Piero Bottoni. Una svolta che non ha solo interesse biografico ma rappresenta un sintomo delle «difficoltà politiche» (e non solo) attraversate dalla cultura architettonica in quegli anni.

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Last modified: 10 Luglio 2015