La storia della costruzione e delle grandi opere dingegneria riscuote in questi ultimi anni un interesse crescente, come testimonia la fiorente pubblicistica. Pier Luigi Nervi (1891-1979), il più noto ingegnere italiano del Novecento, è il protagonista di una prima grande mostra monografica, dedicata alle sue opere e alle tecniche di cantiere da lui messe a punto. Alla vigilia del trentennale della morte del maestro, liniziativa è promossa dalla Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project: associazione con sede a Bruxelles, presieduta dal nipote Marco e fondata dalla famiglia Nervi nel 2008 per divulgarne lopera.
«Pier Luigi Nervi. Architettura come sfida» è una mostra itinerante, inaugurata a Bruxelles nel giugno 2010, prodotta inoltre dal Civa (Centre international pour la ville, larchitecture et le paysage di Bruxelles) con il Maxxi e la collaborazione dello Csac di Parma. Dopo le tappe italiane di Venezia (a Palazzo Giustinian Lolin nellagosto-novembre 2010) e Roma (al Maxxi nel dicembre-marzo 2010), ora è ospitata a Torino nel salone C del palazzo delle Esposizioni, capolavoro ideato dallo stesso Nervi. La mostra infine rivarcherà i confini per raggiungere le principali capitali europee, il Nordamerica e la Cina.
Una stupefacente profusione di disegni originali e numerosi modelli in scala, appositamente realizzati, illustrano dodici tra le opere più importanti di Nervi, ormai note al punto da potersi indicare come «icone». Tra esse alcune architetture di esordio come il cinema-teatro Augusteo di Napoli (1924-29) e il memorabile stadio Berta di Firenze (1930-32), la cui audace pensilina aggettante e la dinamica scala elicoidale valsero a Nervi una fama internazionale. Altrettanto innovative e immaginifiche furono le straordinarie aviorimesse di Orvieto (1935-38) e Orbetello (1939-42): basiliche di una modernità tipologica e costruttiva riassunta dalle aeree e traforate volte nervate di cemento armato. Tra le costruzioni della maturità spicca la solenne sede dellUnesco di Parigi (1952-58), che vede Nervi collaborare con unéquipe internazionale di rango, di cui fanno parte Marcel Breuer e Bernard Zehrfuss. Un discorso a parte meriterebbe lAmbasciata italiana (1969-79) a Brasilia, universalmente apprezzata come la più elegante sede diplomatica della nuova capitale carioca. Queste architetture, esaltate nella componente iconica, costituiscono il corpo centrale della mostra che, allestita da Paola Garbuglio e Alessandro Colombo, affianca ai materiali più consueti video depoca, un documentario appositamente realizzato da Folco Quilici e alcuni scatti di Mario Carrieri che, stampati come gigantografie, restituiscono la modernità e la vivida coincidenza tra forma e struttura delle costruzioni.
In ogni tappa dellitinerario espositivo la mostra è ampliata con nuove sezioni tematiche, quando possibile connesse al luogo, che affiancano il nucleo originario delle dodici «icone». A Venezia la sezione locale presentava i progetti non realizzati di Nervi, in particolare gli ampliamenti per lo stadio Berta e il palazzo di Torino Esposizioni. Nella tappa romana la mostra si è arricchita di una sezione dedicata alle opere per le Olimpiadi di Roma del 1960 (curata da Sergio Poretti e Tullia Iori dellUniversità di Tor Vergata), contraddistinta da un originale modello del cantiere del palazzetto dello sport (1956-57), lopera più rappresentativa dellevento olimpico e tra gli apici della maturità professionale di Nervi.
La tappa torinese, che si dispiega sotto la straordinaria volta nervata del palazzo delle Esposizioni, dedica la sezione tematica alla committenza industriale, alla cultura architettonica e a quella politecnica, nella quale si segnalano per originalità i contributi sulle opere a elementi prefabbricati progettate per la Fiat fin dal 1947, sui legami con Pietro Maria Bardi e i progetti in Sud America; sul rapporto tra Nervi e lIsmes, lIstituto sperimentale modelli e strutture di Bergamo.
La mostra, frutto di una lunga ricerca condotta presso il Politecnico di Torino e lUniversità Sapienza (per i modelli in scala), con la collaborazione di un comitato scientifico internazionale, ha impegnato giovani ricercatori e affermati docenti e restituisce il profilo di un ingegnere e imprenditore che, mosso da quasi ossessiva ricerca delleconomia, ha magnificato le valenze espressive ed estetiche della costruzione cementizia. www.pierluiginervi.org
«Pier Luigi Nervi. Architettura come sfida», Carlo Olmo, Torino Esposizioni, fino al 17 luglio. Catalogo Silvana Editoriale




















