I richiami storici investono anche tipologia e linguaggio materico. Ledificio, quasi fosse un tempio greco, è un involucro che racchiude un tesoro inaccessibile. Le facciate sono invece composte come un polittico medievale a scala urbana. Riferimenti quasi obbligati per un programma funzionale che già nel nome – Casa della Memoria – dichiara il ruolo: in parte sede di associazioni diverse che fanno del ricordo storico la loro ragion dessere, in parte museo.
Spazio ibrido quello che sorgerà (il cronoprogramma dice 2013) nel quartiere storico dellIsola, in un angolo del cantiere da 300.000 mq che sta ridisegnando larea Garibaldi-Repubblica. Loperatore, Hines Italia, in collaborazione con il Comune, ha bandito a dicembre un concorso in due fasi per under 40. Tra i sei finalisti, selezionati su curriculum (80 partecipanti), la giuria (Stefano Boeri presidente, tra gli altri anche Cesar Pelli, la firma del masterplan di Porta Nuova) ha scelto i genovesi Baukuh Associati.
Una proposta sul tema della casa che da una parte ripara e protegge, dallaltra si mette in mostra. Un volume compatto (base rettangolare di 20 x 35 m, altezza 17,5 m) su 5 livelli: archivio nellinterrato, piano terra flessibile completamente libero con ingresso e luogo per esposizioni; uffici ai due livelli superiori con un ultimo piano in parte chiuso (area consultazione e bar) e una terrazza pergolata. A collegare questa integrazione di spazi pubblici con gli altri a uso esclusivo delle associazioni, è una grande scala circolare gialla, fulcro planimetrico decentrato. La complessità interna si rispecchia nelle facciate, rivestite in mattonelle di cotto: schermi per rappresentare momenti e figure della storia milanese. Un repertorio iconografico da costruirsi attraverso il coinvolgimento di tutti i cittadini. Lapparente contrasto tra la fissità della scatola muraria e la mutevolezza dei contenuti (i visitatori potranno consultare i documenti darchivio su un grande tavolo interattivo) è stata la carta che ha permesso a Baukuh di superare Andrea Caputo Studio, Carolina Fois e Spedstudio (secondi classificati), Iotti+Pavarani (terzi) e 2A+P/A (menzione speciale). Il passo successivo è convincere chi, come il Consiglio di zona, ha espresso dubbi circa il fatto che i 2.000 mq di spazi interni sarebbero troppo museali, non adatti alle esigenze di associazioni e quartiere.
(Visited 143 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Boom data center: prime leggi, comunità divise 3 Agosto 2026
- L’integrazione dell’acqua nel workspace moderno: architettura, wellbeing e tecnologia 3 Agosto 2026
- Ritratti di città. Salerno, ritorno al futuro: meno Bilbao, più Montecarlo 1 Agosto 2026
- MoDusArchitects, progettare nella catastrofe 1 Agosto 2026
- SICIS, mosaici decorativi per gli spazi della nuova ospitalità 31 Luglio 2026
- Tbilisi perde le brocche 30 Luglio 2026
- Il ritorno dei centri storici 29 Luglio 2026
- La nuova identità turistica di Catania 29 Luglio 2026
- Fondazione Inarcassa, nuova governance: tuteliamo la professione aprendoci alla società 28 Luglio 2026
- Libri e abitare: suggerimenti per l’estate 28 Luglio 2026
- Ri_visitati. PAC di Ignazio Gardella: moderno, memorie, rinascite 27 Luglio 2026
- Architetture in azione 27 Luglio 2026
- Lucca fa Centro in centro. Con l’arte 27 Luglio 2026
- Genova, 25 anni dopo: spazio non più pubblico 26 Luglio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
genova
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata




















