A Letizia Moratti, Sindaco di Milano
A Massimiliano Finazzer Floris, assessore alla Cultura
[
] La proposta di questi giorni, di installare allinterno del Portico il City Center, appare infatti sinceramente inadatta e alquanto inopportuna, perché fin dalla sua origine, il sottoportico (prima ancora dellabbassamento delle quote di calpestio della piazza e delle strade ad esso esterne) ha sempre funzionato da spazio pubblico di riferimento della comunità dei cittadini, come imprescindibile elemento aperto di connessione naturale e diretta tra la piazza e le altre funzioni pubbliche presenti nellaerea, da un lato (Scuole palatine, Casa dei Panigarola) e dallaltro (Palazzo dei Giureconsulti). Ricordo del resto che con una certa difficoltà, ai tempi dellassessore Daverio, fu adottata la giusta decisione di chiudere al traffico la via che unisce piazza Cordusio al Duomo, trasformando così larea circostante in ununica larga zona vivibile ad esclusivo uso pedonale. Mi ricordo anche che, di fronte al tentativo del ristorante confinante allingresso al Palazzo, di chiudere ed invadere con dei propri tavolini la contigua Loggia dei Panigarola, fummo consigliati dai tecnici del Comune di realizzare un pavimento artistico a mosaico di pietre di fiume molto movimentato come quote, proprio perché quegli spazi aperti (e coperti) tra loro contigui, dovevano continuare a svolgere le funzioni tradizionali per le quali sono nati: di essere cioè fruiti con continuità, senza barriere preclusive e parzializzanti. Sarebbe come, per paradosso, chiudere la Loggia dei Lanzi a Firenze di fronte agli Uffizi, magari per installarvi un analogo Centro informazioni o un temporary store. Ecco perché ho espresso il mio personale parere contrario a questo proposto uso invasivo del Portico di Palazzo della Ragione. Anziché recintarlo (sia pure con vetrate) si potrebbe proporre un utilizzo più adeguato del Portico, promuovendo iniziative non invasive (senza strutture permanenti che lo occupino): mitica ad esempio lesposizione leggera, davvero aerea, dellAeronautica allestitavi dal giovane architetto Franco Albini nel 1942, come pure i popolari mercatini periodici tenuti in questo che è stato ed è il cuore aperto, vivo e pulsante dello storico Broletto.[
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