Tra le conversioni in terziario avanzato di fabbricati dismessi in zona Tortona a Milano (lex fabbrica Ansaldo è la sede dei laboratori del Teatro alla Scala, le rimesse locomotive a ovest della stazione Porta Genova sono la sede del contenitore di eventi di moda e spettacolo Superstudio+, poco più a sud gli uffici di Armani nellex complesso Nestlè), ve ne è una che attira in pellegrinaggio studenti di architettura come turisti giapponesi: è quella dei palazzi delle Poste operata da Mario Cucinella Architects insieme a Arup International, Isoclima srl, ATSystem srl, Iascone Architetti per Hines Italia. I lavori sono stati ultimati nellestate 2005 e la maggior parte dei fabbricati è sede di Deloitte, network di società di consulenza aziendale che ha fatto di via Tortona 25 il suo quartier generale.
Ledificio non è il museo di se stesso (i visitatori architettonici devono accontentarsi dellesterno), ma sono in tanti a entrare e uscire per lavoro (1.300 dipendenti, clienti e interlocutori delle società) da questo cuore pulsante che riunisce in ununica sede le varie società del gruppo prima distribuite in Milano, alcune anche in collocazioni maggiormente centrali (Santa Maria Valle e Moscova). «Il trasferimento dalle cinque sedi sparse per la città a una unica ha comportato grossi risparmi, non solo in termini di affitto, ma anche grazie alla centralizzazione di tutti i servizi di supporto quali posta, duplicating, Ced, ecc., e di gestione del facility management», ci dice Patrizia Arienti, partner Deloitte e responsabile dellufficio di Milano, che incontriamo nella corte. Il particolare fascino di zona Tortona poi, in cui può capitare che un compunto revisore contabile pranzi a fianco di una slanciata modella, è quasi unanimemente riconosciuto.
Le finiture sono pulite, il vetro – degnamente sostenuto dallacciaio (travi, molle, rotulle, pinze, tiranti) – è il grande protagonista per la facciata esterna, nellatrio centrale e anche negli interni. Frammentazione e unitarietà caratterizzano i cinque fabbricati: i due che si affacciano su via Tortona, luno rosso e laltro arancione, e gli altri di varie tonalità di grigio. È come se il progettista avesse prima esaltato le differenze e poi riconquistato lunitarietà. Lo spazio tra i vari edifici è coperto ma non chiuso da una vela vetrata curva che nonostante la struttura in vista appare leggermente adagiata; lacqua ruscella nascosta nelle vasche del giardino interno: il suo rumore continuo e cullante rende inconsciamente piacevole sostare in questo spazio dove dinverno può capitare di essere sotto la neve. Questa corte suggestiva, in cui anche nelle giornate soleggiate non fa troppo caldo ma anzi è ventilato, non è solo spazio distributivo ma anche ambito di relazione in cui svolgere eventi.
Tra uffici, sale riunioni, auditorium, visitiamo anche un terrazzo da cui scorgere lintero complesso dallalto: sintravede che le coperture sono tutte «tecnologiche» al di sotto del rivestimento di una struttura metallica a scacchiera che conferisce unitarietà alla sequenza di macchine e canali, solo in qualche punto ancora visibili. La falda di uno dei fabbricati è ricoperta di pannelli fotovoltaici: non stupisce in uno degli edifici conosciuti per la sua attenzione verso lambiente, per il quale Cucinella ha ricevuto lEnergy Performance + Architecture Award.
A 5 anni di distanza lo stato di conservazione è eccellente, a costo di significativi investimenti in manutenzione; tra quelli straordinari figura anche il restyling delle sale conferenze. La vetrata esterna della facciata a doppia pelle e la vela interna sono soggette a due manutenzioni programmate allanno, effettuate tramite interventi su corda da alpinisti non solo per la pulizia, ma anche per la verifica della sicurezza e della stabilità.
Usciamo senza limpressione di essere stati in uno spazio artificiale e le nostre anime fisico-tecnica e tecnologica ci ricordano di osservare la facciata in vetro a doppia pelle: è assai vicina agli alberi, un po rigata dalle colature dovute al dilavamento della pioggia sui bordi delle pinze di acciaio che fissano i vetri esterni. Forse lelemento tecnologico che aveva maggiormente connotato ledificio alla sua nascita, ovvero la doppia pelle, riveste ora un interesse minore rispetto ai volumi materici e colorati e alla vita pulsante nel cuore dellisolato.
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