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Silvia MazzaScritto da: Città e Territorio

Accordi sino-siculi

Con il protocollo d’intesa firmato il 17 gennaio a Pechino con Hna, quotata holding cinese, la Regione Siciliana getta le basi di un’operazione economica, con ricadute nel settore dei beni culturali e del turismo, che metterebbe in ballo oltre 2 miliardi di euro d’investimenti. A guidare la delegazione isolana, alla quale hanno preso parte esponenti di Sviluppo Italia Sicilia, dell’Università Kore di Enna e dell’Istituto per il commercio con l’estero, il neo assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana del Lombardo-ter, Gaetano Armao, al quale il Governatore dell’Mpa ha dato pieni poteri. Nel documento è infatti indicato come il «contatto italiano» per la parte che riguarda il porto commerciale di Augusta, dove il gruppo Hna, nell’ottica di un futuro polo logistico, dovrebbe realizzare l’area stoccaggio merci. Gli altri punti fissati nell’intesa riguardano un aeroporto intercontinentale nella piana di Gerbini, vicino a Enna, che dovrebbe essere gestito dalla Sac, la società che opera già allo scalo catanese di Fontanarossa; una joint venture per la realizzazione di un cantiere per nautica da diporto nell’isola di Hainan, di fronte al Vietnam (i messinesi dell’Aicon, specializzati nella realizzazione di yacht di lusso, da indiscrezioni sarebbero il gruppo gradito a Lombardo); e ancora, investimenti da parte dei cinesi in Sicilia in alberghi e strutture turistiche, da rilevare o costruire ex novo. Mentre per quanto attiene al campo dei beni culturali, il governo regionale fornirà alla multinazionale cinese il supporto necessario per la valutazione d’iniziative da intraprendere nel settore in coincidenza con l’Expo di Shangai, come la gestione dei siti archeologici. «Faremo di tutto», ha dichiarato il Presidente Lombardo, «per agevolare la realizzazione di questi progetti con celerità».

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Last modified: 16 Luglio 2015