Prima si poteva ammirare solo una parte della collezione, ospitata dal 1998 nella settecentesca chiesa sconsacrata di Santa Maria delle lacrime, nel borgo medievale di Longiano (Forlì-Cesena). Dal 15 maggio, lungo la via Emilia, il Museo italiano della ghisa (Mig) può contare su un secondo spazio espositivo ricavato allinterno del capannone ex verniciatura (che conserva una sabbiatrice, il carro-ponte e la catena che regolava lintero ciclo dallimmersione allasciugatura) dellazienda Neri, sponsor del Museo e motore dellomonima Fondazione costituita nel 2005. Nato come collezione privata aziendale, il Mig (costituitosi in Associazione nel 1991) mostra ora lintero patrimonio: una sessantina di manufatti di grandi dimensioni per lo più destinati, a partire dallOttocento, allilluminazione pubblica, ma anche panchine, fontane, balaustre, mensole, sopraporte, picchiotti, scansaruote, mascheroni. La raccolta è introdotta dallo spazio dingresso, destinato ai modelli recenti (lignei o in resina, da cui si ricava il calco per la colata), e da una proiezione dimmagini urbane depoca: queste, insieme a testi, manuali e cataloghi di produzione costituiscono larchivio della Fondazione Neri, le cui ricerche vengono divulgate dalla rivista semestrale «Arredo & Città». Da segnalare infine che dal 2008, nel restaurato giardino pubblico ottocentesco di Cesena, è stato allestito un piccolo Museo dellarredo urbano allaperto con manufatti depoca in ghisa.
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