Sono iniziati a San Vincenzo (Livorno) i lavori di smantellamento della copertura del silos costruito e ampliato tra il 1928 e il 1938 da Pier Luigi Nervi per la società chimica Solvay, che dal 1912 nellalta Maremma, ricca di risorse minerarie, produceva soda e soda caustica. Una teleferica con 64 piloni e una linea continua di 250 carrelli avrebbero portato il calcare fino a un silos, per poi caricarlo sui cosiddetti «treni bianchi» e raggiungere lo stabilimento di lavorazione. Il progetto dellinfrastruttura venne affidato a due importanti ditte italiane delle costruzioni: la società Nervi & Nebbiosi di Roma per i cementi armati; la società Ceretti & Tanfani di Milano per le parti metalliche del silos e della teleferica. I disegni di Nervi mostrano una struttura elegante a telaio con travi reticolari, alleggerita da bucature, rastremature, parti modellate.
La dismissione del silos, a inizio 2008, ci restituisce una straordinaria struttura modulare continua, composta da 24 campate ritmate da telai complessi, con travi, elementi nervati e capriate in cemento armato in buono stato di conservazione, così come la soprastante struttura metallica. La Solvay ha proposto la realizzazione di una linea ferroviaria che porterà il materiale direttamente dai luoghi di estrazione agli stabilimenti, prevedendo la demolizione della teleferica e del silos. Alcuni tralicci sono stati già demoliti e i rimanenti presto subiranno la stessa sorte. Dobbiamo sperare che unazione congiunta degli amministratori pubblici, del ministero dei Beni culturali, della Solvay stessa, attivi una conservazione finalizzata alluso collettivo di questo manufatto e di un sistema territoriale davvero unico.
(Visited 242 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Peter Zumthor in California, cemento autoreferenziale 7 Giugno 2026
- Legno, riso e propoli: il padiglione delle api 6 Giugno 2026
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
- Il lavoro nuovo della Badoni di Lecco: officina di comunità 31 Maggio 2026
- In Scozia il giardino più bello: arte e austerità architettonica 29 Maggio 2026
- Alessandro Panci: qualità, specializzazioni e nuova legge urbanistica 26 Maggio 2026
- Marta Vall-llossera: gli architetti guideranno il cambiamento 26 Maggio 2026
- Anne Speicher: ridurre, riutilizzare, collegare 26 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















