A cento giorni dallo scandalo del muro oscura-lago, la città lombarda cerca una via duscita dalla grottesca vicenda che lha portata alla ribalta delle cronache nazionali e non solo. Nellambito del cantiere per un complesso sistema di protezione idraulica del fronte lago dalle esondazioni (cfr. «Il Giornale dellArchitettura», maggio 2008) è stato realizzato, in variante al progetto approvato, un muro in cemento armato alto fino a 2 m che preclude la vista lago dalla passeggiata e dalla strada. Amministrazione comunale (che sulla questione ha traballato non poco), Provincia e Regione Lombardia – complici le scadenze elettorali di marzo – hanno annunciato a fine novembre di aver trovato un accordo politico. Con un costo aggiuntivo di oltre 2 milioni (su un totale lavori di circa 15), la struttura verrà demolita e sostituita, per un tratto di marciapiede di 700 m, con paratie mobili in parte automatiche e in parte manuali. Lapprovazione dellennesima variante è prevista per febbraio, quindi linizio dei lavori. Ma laffannosa ricerca di una soluzione non placa le polemiche. I motivi che hanno spinto alla scelta, assurda dal punto di vista del rapporto città-lago, sembrano essere stati sia tecnici (una paratia fissa «funziona» meglio di una mobile) che economici. In realtà, una convincente spiegazione da parte del Comune non è mai arrivata: di qui i sentimenti di perplessità e sfiducia nutriti da gran parte della cittadinanza. I rendering diffusi insieme allaccordo sul progetto di variante hanno già ricevuto una prima bocciatura da parte della Soprintendenza milanese che ha sottolineato come tutto lintervento andrebbe rivisto, valorizzando il lungolago e tutelando le visuali. Inoltre, i disegni non chiariscono nulla rispetto allarredo urbano della passeggiata. «Per questo faremo un concorso internazionale didee», ha spiegato il governatore lombardo Formigoni. Nessun dettaglio, però; ci sarà da attendere lestate quando il muro sul lago non ci sarà più.
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