Dalla Toscana alla Sicilia, dalla Liguria alla Puglia, così come il «Progetto del mese» in Campania, cinque interventi di restauro che di fronte al problema cruciale conservazione/rimozione – conservazione/ri-creazione, esprimono con forza un giudizio di valore che sancisce la diffusione di un ormai consolidato approccio nellintervento sul costruito. Tutti non si riconoscono in un concetto di restauro inteso come ripristino meccanico di forme e materiali ormai perduti o come riproduzione di «nuovi autentici» o di «copie perfette». Sono accomunati dal considerare il restauro come presa di distanza storica, sancendo limpossibilità di continuare quei procedimenti costruttivi insiti nellopera stessa.
I progetti si basano sulla scelta di ripristinare il valore spaziale delle opere ricostruendone i limiti e mantenendo, nel riguardo dellautenticità, la distinguibilità dei materiali.
Vengono affrontati in maniera sistematica la risoluzione dei problemi statici e di restauro architettonico finalizzati sia alla conservazione del profilo del monumento (e quindi alla limitazione del degrado dellapparecchiatura muraria), che a una sua nuova fruizione.
In ambito strutturale, ciò si è tradotto nel progettare interventi tecnici compatibili con le caratteristiche costruttive della fabbrica e concepiti con lo scopo di migliorare le prestazioni meccaniche dello scheletro portante, senza esautorarlo o pretendere comportamenti strutturali al di fuori della logica costruttiva.
Labbazia, la rocca, il castello medioevale, la chiesa fortezza e il bastione, inoltre, vivono una simbiosi con il paesaggio circostante. Così, nei cinque casi traspare la volontà di re-instaurare questo rapporto con il contesto attraverso lideazione di strutture temporanee, gradinate smontabili e passerelle, che allestiscono una sorta di promenade che valorizzi il monumento stesso.
Quando poi si tratta dintrodurre elementi ex novo si ricorre al legno, al vetro, alla lamiera di zinco e allacciaio corten: tutti materiali in grado di stabilire una dialettica figurativa e cromatica con le preesistenze murarie massive.
(Visited 47 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Siena, frammenti di storia e di progetti 23 Settembre 2026
- Comunità e architettura: chi plasma chi? 23 Settembre 2026
- Memoria, poi bene comune, ora luogo sospeso 23 Settembre 2026
- Passeggiando nel paesaggio 23 Settembre 2026
- Lifen oggi: esperimenti urbani a Wuhan 22 Settembre 2026
- Le mani sulla città (digitale) 21 Settembre 2026
- Ricorrenze musicali, architetti protagonisti 20 Settembre 2026
- Ludovica Molo: autonomia del progetto e cura dei luoghi 16 Settembre 2026
- Costruire Cultura: dialoghi su architettura, città e innovazione 16 Settembre 2026
- Il gres porcellanato nelle architetture residenziali contemporanee: una scelta di qualità 16 Settembre 2026
- La nuova Capanna Carrel al Cervino: le sfide del progetto e del cantiere 15 Settembre 2026
- La torre del presidente 15 Settembre 2026
- Ticino, attraverso la storia materiale del costruito 15 Settembre 2026
- Polvere, macerie, progetti, ricostruzione 14 Settembre 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata





















