Con il ciclo Costruire Cultura riflettiamo sul futuro dell’edilizia scolastica dopo il PNRR, tra riqualificazione, nuovi edifici e innovazione didattica. Due progetti a Varese e Avigliana, di Archisbang+BDR bureau e Subhash Mukerjee, aprono il confronto su architettura, comunità e responsabilità condivise
La scuola è uno dei luoghi in cui più chiaramente si può misurare la capacità dell’architettura di costruire futuro. Gli edifici, innovativi e più inclusivi, possono diventare vere e proprie infrastrutture civiche, motore di responsabilità territoriale, luogo di incontro e scambio, formazione e crescita, contribuendo non solo alla qualità dell’apprendimento, ma anche al benessere delle comunità e alla rigenerazione dei quartieri.
Il tema assume oggi particolare rilevanza alla luce degli investimenti del PNRR. Il Piano è stato un’occasione importante con cui, nonostante le difficoltà che hanno rimodulato risorse e programmi, è stata promossa sia la realizzazione di nuovi edifici, ex novo o mediante sostituzione, che l’azione su un patrimonio scolastico caratterizzato da criticità diffuse: edifici obsoleti, carenze manutentive, consumi energetici elevati, barriere all’accessibilità e spazi spesso non adeguati ai nuovi modelli didattici.
Il 2026 è un anno chiave: in chiusura di PNRR i lavori devono essere completati e verificati, e, guardando al futuro, è necessario proseguire gli interventi attraverso fondi ordinari e programmazione di manutenzioni, sicurezza e riqualificazione dell’esistente.
Con “Costruire il futuro”, il 20 ottobre, il ciclo di incontri “Costruire Cultura” vuole interrogarsi su come trasformare questa stagione di investimenti in una reale occasione di innovazione. E lo fa attraverso i progetti di due scuole, a Varese, dove è in cantiere il Polo scolastico San Fermo, e la succursale dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Galileo Galilei ad Avigliana (Torino), appena inaugurata, e i loro progettisti Archisbang e BDR bureau e Subhash Mukerjee.
Il dibattito successivo si allarga, moderato, a specialisti la cui presenza contribuisce a riportare la città di Torino al ruolo di avanguardia che le aveva consegnato lo sperimentale concorso “Torino fa scuola”, promosso da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo con la collaborazione dell’Assessorato all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Città di Torino e di Fondazione per la Scuola. I due progetti vincitori, individuati attraverso la piattaforma Concorrimi dell’Ordine degli Architetti di Milano con il supporto di Fondazione per l’Architettura, hanno dato nuova vita alla scuola Pascoli, su progetto di Archisbang, e alla scuola Fermi, con un progetto di BDR bureau finalista nel 2022 al Premio europeo Mies van der Rohe.
Al dibattitto, Cristina Renzoni, professoressa associata di Urbanistica al Politecnico di Milano e autrice, tra gli altri, del libro Scuole, una questione urbana (Quodlibet, 2026) con Paola Savoldi, Federica Patti, architetta e docente di Tecnologia al polo Enrico Fermi e già assessora all’Istruzione di Torino, Paolo Napoli, ingegnere e direttore tecnico di Sintecna progettista delle strutture di molti edifici scolastici del bando Scuola Futura, e l’architetta Piera Maimone, Secap spa.
- Iscrizioni: https://luma.com/xj6erzu8
- Dove: bistrot culturale Ramo d’Oro, Galleria Umberto I, Torino
- Orario: 18:30-20:30
- A cura di: Il Giornale dell’Architettura, conunicArch & Ramo d’Oro
- Con il supporto di: Secap spa, Due Costruzioni Generali srl e Fantino Costruzioni spa
- In collaborazione con: Ordine Architetti PPC Torino/Fondazione per l’architettura e Ordine degli Ingegneri Torino
Costruire Cultura: sette incontri su sette temi
Prima dell’immagine viene il progetto. Prima della firma viene l’idea. Prima del risultato viene il confronto. Prima delle archistar viene la collettività. Al centro progetti, idee e le persone che li rendono possibili. Ideato, curato e organizzato da Il Giornale dell’Architettura, con comunicArch e Ramo d’Oro, e con il supporto di Secap, Due Costruzioni Generali e Fantino Costruzioni, è dedicato all’architettura contemporanea e alle trasformazioni della città, consapevole che la qualità dell’architettura non dipende soltanto da chi progetta, ma è il risultato di una relazione tra progettista, committenza e impresa che condividono una responsabilità comune. Il dibattito attorno a sette temi, acqua, scuola, riuso, legno, mobilità, salute, ospitalità, permetterà di interrogarsi su come l’architettura possa rispondere alle trasformazioni della società e ai nuovi bisogni in modo bello, efficace e, sempre più urgente, sostenibile per tutti, a medio-lungo termine.
- 24 novembre, Riuso: Less waste, more value!
- 23 febbraio, Legno: Il futuro è legno
- 23 marzo, Mobilità: Città in movimento
- 20 aprile, Salute: Spazi della cura
- 25 maggio, Ospitalità: Fully Booked!





















