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Cartoline da Ischia

Cartoline da Ischia

Pida Ischia, 2026. Al centro, premiato, Carlos Moreno

La tredicesima edizione del Premio Pida non tradisce le attese. Decine di ospiti, confronti e paradossi intorno ai temi più intensi del dibattito

 

FORIO (Ischia). L’eccezionalità del luogo (la Chiesa dell’Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri di Forio, con vista sui tramonti di questo caldissimo inizio ottobre) si somma a quella di ospiti, relatrici e relatori.

Due pomeriggi, quattro incontri, una cinquantina di interventi. Un caleidoscopio di provenienze e di sguardi. Progettisti e teorici, docenti ma anche esperti di materie affini (dalla fotografia all’animazione culturale). Con un’importante partecipazione politica (l’evento è supportato dalla Regione Campania nell’ambito delle iniziative finanziate con i contributi della legge regionale 19/2019 per la Promozione della Qualità dell’Architettura) con rappresentanti di Ordini, enti e commissioni.

Il Pida – alla 13° edizione, energicamente coordinata dal suo fondatore e presidente Giovannangelo De Angelis – si presenta come una dinamica e vitale agorà che pone il confronto come metodo, rinuncia a celebrare gerarchie ma non punti di vista diversi – anche radicalmente diversi – intorno al tema del progetto. Lo sfondo dell’edizione 2026 è data da un titolo ambizioso (“Città in emergenza, nuove strategie urbane”), che trova nella realtà di Ischia una sua concretizzazione tangibile, e che definisce il campo di azione della cultura architettonica contemporanea intorno a 5 nuclei.

 

Città

La presenza – con premio alla carriera – di Carlos Moreno è una delle chicche del programma. Il teorico della città dei 15 minuti ha contribuito in questi anni a modificare la prospettiva urbana. Proprio nei giorni della sua presenza ad Ischia, esce nelle librerie italiane con il suo nuovo libro, “La città che cura”. Nel suo intervento parla di prossimità, di futuro, di scelte necessarie. E sferza con domande solo apparentemente banali: “In che città vogliamo vivere?“.

Grazie ad Andrea Cherchi, fotografo milanese che si aggiudica il Pida Fotografia, si parla di quella città che più di altre suscita dibattiti in Italia, Milano. Al di fuori di retoriche, le immagini – allestite nel cortile di ingresso alla Chiesa – raccontano la corsa all’altezza degli ultimi decenni. Panorami e scenari che non nascondono dubbi e disuguaglianze ma sanno celebrare le città e le sue trasformazioni. Senza infingimenti e senza moralismi. Con la prospettiva che proprio alle città – anche a quelle più complesse – si deve guardare per costruire il futuro.

 

Casa

Ma questi sono anche i giorni della (vera, presunta, sicuramente molto mediatica, emergenza casa). A Forio se ne parla con un taglio operativo. Anche qui niente moralismi, niente infingimenti.

E una esperienza che viene da Barcellona. Joseph Borrell Bru, direttore generale dell’Istituto Metropolitano per lo Sviluppo Territoriale e la Gestione Immobiliare (Impsol) chiede di cambiare l’approccio (il suo intervento si intitola “Building Communities & Changing Mindsets”). Snocciola dati e spiega come la risposta a questa situazione è certo nel controllo dei costi di costruzione e dei processi autorizzativi ed edilizi. Ma anche – e forse soprattutto – nella qualità architettonica che può derivare solo dal confronto con le energie creative della professione architettonica: quindi concorsi, concorsi e ancora concorsi.

Straordinario contraltare è Felice Squitieri, Commissario straordinario per il Piano Casa, una delle figure chiavi di uno strumento legislativo nato appunto come risposta alla crisi dell’abitare. Parla di casa come necessaria infrastruttura civile e sociale, sottolinea che lo stato non ha sempre interpretato al meglio questo ruolo, nella storia. Spiega osservatori, norme e ambizioni. Con il tema della qualità architettonica sullo sfondo. Una sfida – culturale prima ancora che operativa – che deve essere affrontata.

 

Clima

Il caldo ottobre, che segue la caldissima estate, è spunto dialettico fin troppo scontato per introdurre il tema di un’altra crisi, quella climatica. Anche qui il Pida è capace di sorprendere per i tagli che offre. Apre il ricercatore Marco Morabito, responsabile scientifico IBE del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I suoi dati, dettagliatissimi, del riscaldamento di suoli e habitat in città e paesi sono un, pur calmo, appello all’azione. Parla di rivoluzione di approccio, di politiche coraggiose e di leggi che siano finalmente chiare e orientate. E spiega a tutti come “non mancano le competenze e nemmeno le tecnologie“. Serve saperle usare.

Ma di clima e di energie parla anche Vincenzo Corvino a proposito del progetto per il Museo di Capodimonte a Napoli. Ad accompagnare il racconto Sylvain Bellenger (già direttore del Museo) in un dialogo intenso e raffinato che unisce arte e poesia, riqualificazione energetica ed efficienza. Una sintesi profonda, ed emblematica: la transizione energetica non è soltanto questione di prestazioni. Può diventare occasione, innanzitutto, di relazioni. Anche costruendo sinergie tra il pubblico e il privato.

 

Comunità

Che le comunità siano gli attori centrali dei processi architettonici oggi sembra un elemento consolidato. Tanto che insieme diventa la parola più citata della due giorni ischitana.

Ma a quali comunità ci si riferisca è oggetto di giusta, e viva, discussione. A partire dagli impatti dell’Intelligenza artificiale. Ne ha parlato (e scritto qua) Daniel Fügenschuh, presidente del Consiglio degli Architetti d’Europa. Usare nuovi strumenti per la progettazione non deve allontanare dall’obiettivo – che resta profondamente umano e nel campo dell’architettura – di costruire valore pubblico. Anche se – e lo mostra con sorprendente applicazioni Massimo Russo – proprio le forme di Intelligenza artificiale sembrano prefigurare percorsi inesplorati.

Mentre di altre comunità, sofferenti in mezzo alla guerra ucraina, racconta Angelo Moretti, illustrando l’azione del suo Movimento Europeo di Azione Nonviolenta. La ricostruzione civile di frammenti urbani di alcune città in Ucraina, con il coinvolgimento – tra gli altri – di Mario Cucinella, è tra le più commoventi possibilità che la cultura architettonica è capace di costruire. Di relazioni, appunto, anche in condizioni che sembrano travolgere le connessioni tra le persone e i luoghi.

 

Cultura

Il Pida dimostra, in questa edizione ancora di più, quanto siano varie e diverse le forme di diffusione culturale, nel campo del progetto. Repertori, abachi, raccolte di testimonianze e azioni, come quelli che porta Maria Antonietta Firman. Oppure le esperienze che coinvolgono le università, attivando giovani architette e architetti. Da Emilio Faroldi a Guendalina Salimei e Maria Pilar Vettori, i racconti sollecitano sinergie, collegamenti e relazioni. A Ischia la cultura (architettonica e non solo) si fa, insieme.

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Tag: , , , , Last modified: 13 Ottobre 2026
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