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Laura MilanScritto da: • Patrimonio

Campi Flegrei: a rischio l’ex Olivetti

Campi Flegrei: a rischio l’ex Olivetti

Alcuni danni puntellati al comprensorio Olivetti a Pozzuoli (Luigi Cosenza, 1961)

Anche il capolavoro di Luigi Cosenza gravemente danneggiato dal bradisismo. Appello di Docomomo per messa in sicurezza, estensione dei vincoli e, soprattutto, per una strategia condivisa di conservazione del patrimonio moderno

 

POZZUOLI (Napoli). I fenomeni bradisismici dei Campi Flegrei stanno mettendo in ginocchio un territorio ricco di storia e di beni culturali. Tra questi spicca l’ex Fabbrica Olivetti di Pozzuoli, indiscutibile esempio di innovazione nell’architettura industriale del Novecento, opera di Luigi Cosenza al quale si affiancarono Piero Porcinai per il progetto del verde e Marcello Nizzoli per il piano del colore.

“Di fronte al golfo più singolare del mondo“, in uno scenario paesaggistico straordinario e inconsueto, la fabbrica “a misura d’uomo” non è soltanto un raro esempio di ricerca di un rapporto armonico tra architettura industriale e ambiente naturale. È anche l’emblema della politica di sviluppo che Adriano Olivetti volle promuovere nel Mezzogiorno. Il documentario “Sud come Nord”, diretto nel 1957 da Nelo Risi per Olivetti, e il romanzo “Donnarumma all’assalto”, pubblicato nel 1959 da Ottiero Ottieri – sociologo e selezionatore del personale presso lo stabilimento puteolano – descrivono questa esperienza unica.

Oggi, le immagini diffuse sul web fin dal giorno successivo alla scossa del 31 luglio denunciano le gravi condizioni degli edifici del complesso industriale e dell’ex quartiere INA-Olivetti situato ai margini del centro cittadino, non lontano dalla linea ferroviaria e immediatamente prossimo all’epicentro del terremoto.

I danni più evidenti riguardano il crollo di parte della pensilina d’ingresso e del solaio di copertura della mensa. Fu in quella sala che Adriano Olivetti nell’aprile del 1955 pronunciò il suo discorso inaugurale presentando il nuovo stabilimento come “uno degli esempi dell’Italia migliore” ed elogiò l’opera di Luigi Cosenza per aver “rispettato” la bellezza dei luoghi rendendola di conforto nel lavoro di ogni giorno. Ricorrendo poi al plurale sottolineò: “Abbiamo voluto (…) che la natura accompagnasse la vita della fabbrica”.

Ma la natura, si sa, non è sempre benigna.

 

Ritornano i fantasmi del passato

Nel paesaggio dei Campi Flegrei, natura e artificio convivono e tracciano la storia del luogo. Il cosiddetto “Tempio di Serapide”, più propriamente l’antico Macellum romano di Pozzuoli, è al tempo stesso rudere archeologico e indicatore del bradisismo, segnale permanente della struttura geologica in continuo mutamento. Già in passato le scosse sismiche crearono problemi alla fabbrica e al quartiere residenziale, provocando evacuazioni temporanee e momenti di tensione per i lavoratori e gli abitanti. Oggi, sull’ex stabilimento divenuto Comprensorio di società, istituti di ricerca e call center, tornano i fantasmi del passato. Wind tre ha già previsto il trasferimento della sede a Napoli. Le disposizioni del Piano straordinario per l’analisi della vulnerabilità delle zone edificate introdotto dal decreto legge 140 del 2023, in cui rientrano l’intero Comprensorio e le residenze, riaccende l’attenzione sul problema dell’adeguamento antisismico del Patrimonio Moderno.

A destare particolare preoccupazione sono anche le condizioni del rione INA-Olivetti, oggi Parco Olivetti, che ha subito danni in circa il 90% degli edifici, su cui si riscontrano localizzati crolli delle pareti perimetrali a seguito dell’espulsione delle tamponature negli edifici con telai in cemento armato.

L’emergenza riporta in primo piano questioni fondamentali per la salvaguardia di un patrimonio fragile e vulnerabile come quello moderno, soprattutto quando situato in zona sismica.

Si ritiene pertanto indispensabile monitorare gli interventi laddove norme e strumenti di tutela del patrimonio più recente mostrano tutti i limiti della legislazione, non al passo con le esigenze dettate dall’emergenza.

 

Serve un tavolo di confronto

Sollecitiamo pertanto la massima attenzione verso questo bene culturale, da custodire con orgoglio in quanto eccellente esempio di architettura industriale e, soprattutto, documento fondamentale di una parte della memoria storica italiana che non deve essere dimenticata. Si ricorda che nel 2018 è stata inserita nel patrimonio UNESCO “Ivrea, città industriale del XX secolo” sulla base di criteri rintracciabili anche nella fabbrica di Pozzuoli, eccellente esempio di un unico ambizioso programma, e pertanto meritevole di essere incluso nella WHL attraverso il riconoscimento dell’architettura Olivettiana come sito seriale.

La fabbrica è sottoposta a vincolo d’interesse solo per gli involucri esterni, conservando le criticità di una tutela parziale e incompleta che esclude tra l’altro gli spazi interni e il parco. Ritenendo necessaria e urgente l’estensione del provvedimento di tutela a tutto il complesso, Docomomo Italia presentò nel lontano 2016 un appello alla Soprintendenza per l’Area metropolitana di Napoli. Oggi, nel rinnovare l’appello, si chiede attenzione anche per il quartiere, attualmente privo di tutela.

Gli studi e le ricerche sull’insediamento Olivetti, sviluppati negli ultimi anni in più ambiti disciplinari, costituisco un corpus di conoscenza fondamentale per giungere a interventi di messa in sicurezza e di adeguamento antisismico compatibili con la preesistenza autoriale.

Lo stato di emergenza impone di raggiungere quanto prima una soluzione adeguata all’eccezionalità del caso. Occorre condividere una visione programmatica e concorde, tenendo conto della priorità delle azioni urgenti, ma predisponendo accanto a progetti a breve termine strategie lungimiranti.

Pertanto, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II unitamente a Docomomo Italia intende avviare un tavolo di confronto con la Soprintendenza, il Comune, i rappresentanti del quartiere e dell’ex fabbrica, con l’obiettivo di ripristinare e custodire tale patrimonio, al fine di consentire quanto prima agli abitanti di rientrare nelle loro case e ai circa 2.500 dipendenti del polo tecnologico di continuare a svolgere la loro attività quotidiana nel Comprensorio.

 

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Tag: , , Last modified: 14 Ottobre 2026
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