Dal 2004 a oggi il corso di studi in «Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale» del Politecnico di Torino ha formato 130 laureati triennali e 55 magistrali, con un trend in continua crescita che dai 36 immatricolati del 2001 è arrivato ai 137 del 2010. Ancora oggi, però, a sei anni dal conseguimento delle prime lauree e a nove dallattivazione, questo corso, che si pone lobiettivo di formare tecnici in grado di governare autonomamente i processi di trasformazione del territorio, ha prodotto delle figure che sono per lo più sconosciute, soprattutto agli enti locali.
Nel marzo 2010 è stato lanciato un sondaggio tra gli ex studenti del corso per comprenderne le condizioni lavorative dopo il conseguimento della laurea. Ne è emerso un quadro che rispecchia le principali tendenze nazionali ma i cui esiti possono essere interpretati differentemente.
Da un lato, emergono alcuni dati molto confortanti. Le risposte descrivono infatti un contesto in cui i laureati magistrali risultano quasi tutti occupati, prevalentemente nel settore di competenza, confermando un utilizzo elevato della formazione ricevuta per il 50% del campione, mentre lutilizzo del titolo conseguito è nullo solamente in pochissimi casi. I tempi di inserimento nel mondo del lavoro sono molto ridotti e, nell83% dei casi, bastano meno di sei mesi per la prima occupazione, con una retribuzione media di poco superiore ai 1.000 euro al mese, bassa per dei laureati magistrali, ma comunque soddisfacente, considerato che i primi hanno cercato occupazione solamente quattro anni fa.
Allopposto, analizzando più nel dettaglio i dati raccolti, si segnala una situazione ben più problematica da cui risulta che consulenti e collaboratori a tempo determinato rappresentano quasi il 90% del totale dei laureati magistrali, mentre coloro che possiedono un contratto a tempo indeterminato sono prevalentemente laureati triennali, che lavoravano già prima presso enti pubblici o che hanno trovato occupazione in aziende non direttamente connesse con il percorso di studi. Ed è proprio questa categoria che dichiara di percepire i redditi più elevati e superiori a 1.500 euro al mese.
A partire dalla questa situazione, risulta necessario porre grande attenzione su quelli che saranno gli sbocchi professionali per un laureato in Pianificazione territoriale, spesso limitati a fronte di un numero di immatricolazioni che è sempre crescente. Ci si chiede: quale potrà essere il futuro dei giovani planner che si affacciano sul mercato delle professioni? Per fare in modo che questi laureati trovino adeguati sbocchi lavorativi o si pone un limite alla loro crescita (e questa è la fantasia), o si cerca di aumentarne gli sbocchi professionali con una massiccia campagna di promozione dedicata (e questa è la necessità). Purtroppo, in uno scenario in cui le Università sono valutate in base ai numeri (e lambizione degli atenei è quindi quella di attirare sempre più studenti) rendendo impossibile un processo di «programmazione» regolamentata di questa figura, non resta che perseguire, nel modo più attivo possibile, la seconda soluzione.
(Visited 57 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
- Il lavoro nuovo della Badoni di Lecco: officina di comunità 31 Maggio 2026
- In Scozia il giardino più bello: arte e austerità architettonica 29 Maggio 2026
- Alessandro Panci: qualità, specializzazioni e nuova legge urbanistica 26 Maggio 2026
- Marta Vall-llossera: gli architetti guideranno il cambiamento 26 Maggio 2026
- Anne Speicher: ridurre, riutilizzare, collegare 26 Maggio 2026
- Come progettare un angolo di benessere e decompressione negli spazi domestici 26 Maggio 2026
- Come Airbnb ridisegna le città italiane 25 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















