Visit Sponsor

Scritto da: Reviews

Il paesaggio interscalare secondo Gausa

Multi-Barcelona Hiper-Catalunya è un libro – pur nelle sue piccole dimensioni – debordante, generoso, iconograficamente visionario. Con questo volume, edito da List (recente e dinamica realtà editoriale a cavallo tra l’Italia e la Catalogna), Manuel Gausa sembra aggiungere un nuovo tassello al quadro della sua riflessione sulla città e il territorio contemporanei.
Sono ormai vent’anni che Gausa porta avanti la propria ricerca intrecciando pensiero teorico e pratica professionale, e muovendosi trasversalmente ai campi dell’editoria, dell’attività accademica, del progetto, della comunicazione. Insignito nel 2000 della medaglia dell’Academie d’architecture de France, è stato anche direttore della rivista «Quaderns d’Arquitectura i Urbanisme» e docente presso la Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Barcellona. Cofondatore e direttore scientifico dell’Istituto per l’architettura avanzata di Catalunya, dal 2007 è anche professore presso la facoltà di Architettura di Genova. Soprattutto Gausa è fondatore e co-direttore, insieme a Florence Reveau, di Actar (ACTividad+ARquitectura), agenzia all’interno della quale la riflessione sulle problematiche del dibattito contemporaneo è originalmente improntata alla all’ibridazione dei diversi campi dell’architettura: il «mestiere», lo sviluppo di strategie urbane e territoriali (Actararquitectura), si legano strettamente a un’intensa attività editoriale (Actar proyectos editoriales).
Col suo incrocio di materiali in parte già noti e in parte inediti, Multi-Barcelona Hiper-Catalunya pare segnare un’ulteriore messa a fuoco dei temi cari a Gausa rispetto ai lavori precedenti. Il libro è diviso in due parti: la prima dedicata alla capitale catalana, la seconda al territorio regionale circostante. Al centro del lavoro «una concezione della città, del territorio e della società stessa al contempo differente e interconnessa, poliedrica e policentrica». Un’idea di città che lo porta a mettere in discussione le modalità «calligrafiche» dei progetti urbani e degli spazi aperti che hanno reso famosa la Barcellona recente. Una città che secondo Gausa continua a essere vista «più come grande struttura agglutinante che una vera e propria “infrastruttura” relazionale: un paesaggio di “trame” più che una trama di “paesaggi”, ovvero un grande agglomerato più che una maglia». In questo quadro, l’immagine della «città di città» sovente evocata rischia di rimanere – e qui la riflessione funziona perfettamente anche per le città italiane – una retorica accattivante e simpatica priva però di riscontri reali rispetto al problema del policentrismo metropolitano contemporaneo.
La nuova dimensione metropolitana quindi non può essere affrontata – e qui sta uno dei principali portati del pensiero dell’autore – per sommatoria di progetti di trasformazione e riqualificazione ma necessita, prima ancora di un salto di scala, di una radicale riconcettualizzazione delle ontologie tradizionali della città e del territorio. Per fare ciò, ancora una volta Gausa compie la mossa del cavallo dello spostamento della cornice, che permette di ridefinire il rapporto tra la capitale catalana e il suo territorio, di vedere fenomeni, oggetti e usi altrimenti ritenuti invisibili e irrilevanti. L’ampliamento alla scala geografica e la riconcettualizzazione dell’idea stessa di «urbano» – Strategie per una nuova Geo-Urbanità è non a caso il programmatico sottotitolo del libro – sono i mezzi attraverso cui Gausa giunge a una riconfigurazione critica dei termini del problema, mostrando il passaggio «da un territorio “extraurbano” a uno “interurbano”».
Da questo punto di vista, al di là di alcune modalità testuali talvolta apodittiche, il punto di forza del laboratorio di Gausa restano le euristiche rappresentazioni del paesaggio alla grande scala, la straordinaria capacità di inventare geografie e grafismi insediativi in grado a loro volta di reinventare i segni «muti» del sottofondo territoriale. A queste rappresentazioni Gausa sembra affidare il compito della «geografia poetica» di Giuseppe Dematteis: aprire nuovi mondi, che non permetteranno più di vedere le cose come prima.

Manuel Gausa, Multi-Barcelona Hiper-Catalunya. Strategie per una nuova Geo-Urbanità, List, Barcelona-Trento 2009, pp. 280, euro 23

Autore

(Visited 354 times, 1 visits today)

About Author

Share
Last modified: 16 Luglio 2015