Completamente rinnovato nellallestimento dallarchitetto fiorentino Lorenzo Greppi, realizzato da Permasteelisa Interiors srl per conto della Fondazione Musei Civici di Venezia, il Museo di Storia naturale ospitato nel Fondaco dei Turchi da marzo ha riaperto al pubblico. Sono attualmente visitabili 11 delle 16 sale: le sezioni relative alla paleontologia e al collezionismo naturale; mentre lultima, sulla forma e funzioni negli esseri viventi, sarà completata entro lanno. Per un importo complessivo di 2,8 milioni, il progettista ha imposto una stretta modalità di visita e una fruizione degli spazi fortemente immersiva per offrire al visitatore un approccio sensoriale e interattivo: così, nella sezione paleontologica si percepisce la dimensione e il movimento degli organismi preistorici attraverso la proiezione di sagome, oppure si prende coscienza della formazione dei fossili attraverso scenografie composte da stilizzate curve di livello. La seconda sezione presenta levoluzione del collezionismo naturalistico, dalle sue finalità alle diverse tipologie espositive, in particolare attraverso la riproposizione delle collezioni storiche con ricostruzioni degli ambienti in cui Giovanni Miani, Giuseppe De Reali o Giancarlo Ligabue raccoglievano i reperti; di qui la possibilità di leggere gli appunti di viaggio dellesploratore riprodotti da apparati scenografici, oppure di entrare nelleccentrico salotto veneziano del cacciatore o infine trovarsi nellarea di scavo interattiva dellarcheologo. Il visitatore entra poi in una cinquecentesca wunderkammer a impianto ottagonale con cupola a spicchi a tutto sesto dove i reperti si affollano disordinatamente, passeggia nella Galleria ottocentesca con teche vetrate a tuttaltezza, soppalco ligneo in aggetto, finestrature e disposizione seriale dei reperti, e infine si trova in una sferica «camera della biodiversità», dove rispondendo a quesiti a cascata gestiti da un sistema interattivo di proiezioni multiple, determinerà le visioni a parete dimmagini iconiche.
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