Nel 2002 Giorgio Piccinato pubblicava Un mondo di città, in cui il racconto di alcune realtà urbane – Los Angeles, New York, Singapore, Tokyo, Caracas e San Paolo del Brasile – diventava il pretesto per parlare di trasformazioni economiche e sociali, di forme di segregazione e ineguaglianza, di potenzialità e dinamismi: «un mondo di città o, meglio, di cittadini». A questo stesso oggetto – con uninversione di termini – è dedicato il primo numero dei Quaderni del dipartimento di Studi urbani (Università di Roma Tre), a cura di Piccinato: il volume raccoglie 11 contributi di ricerca sviluppati nellambito del dottorato in Politiche territoriali e progetto locale. Si tratta di studi – in corso o conclusi – che tracciano bilanci di medio-lungo periodo focalizzando lattenzione su alcuni casi studio: le questioni sollevate sono numerose e lo spettro delle città toccate è ampio, sebbene ancorato quasi esclusivamente al continente americano (le prime due delle tre parti del testo sono dedicate rispettivamente allAmerica Latina e agli Stati Uniti). Il ruolo di alcune pratiche urbanistiche, la trasformazione di tessuti urbani e la costruzione di processi dintegrazione costituiscono i temi dindagine intorno a cui si sviluppano i saggi. Significati e potenzialità di forme di partecipazione e di cittadinanza vengono osservati attraverso città (come Rio de Janeiro, Buenos Aires, Montevideo) o quartieri (come Fort Green e Brooklyn, in cui linterazione tra vecchie e nuove popolazioni permette di discutere alcune categorie di analisi più o meno consolidate come quella di gentrification). Vengono proposti alcuni bilanci e riletture: da un lato i temi, relativamente recenti, della conservazione e della città storica in America Latina; dallaltro i processi di costruzione e messa a punto di saperi negli Stati Uniti (lamerican urbanism), nonchè di strumenti specifici sia a livello teorico che operativo (nel campo delledilizia economica, del diritto di proprietà); e ancora, le aspettative e gli esiti che si sono stratificati nellultimo mezzo secolo in una città come Baltimora attraverso i vasti programmi di urban renewal. Il volume si chiude con una «finestra sullAsia», che si apre sulla regione amministrativa speciale di Hong Kong e che guarda al primo decennio di pianificazione della «città mondiale».
(Visited 38 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Zagabria, il nuovo stadio è un (desolante) intrigo politico 2 Novembre 2026
- Un’Arena da lasciare in pace (almeno un po’) 1 Novembre 2026
- L’archiviaggio. Paesaggi trentini, nuove minute geografie 1 Novembre 2026
- Tubi e non solo. Antonio Colombo apre il suo archivio 30 Ottobre 2026
- Il grande formato in cucina: quando il forno da 90 cm ridefinisce il progetto 28 Ottobre 2026
- I migliori spazi pubblici lottano per il clima 28 Ottobre 2026
- Ex Olivetti, parla la Soprintendente: l’emergenza diventi un’occasione 27 Ottobre 2026
- Francesco Somaini e quel (difficile) rapporto di Milano con la natura 27 Ottobre 2026
- Gianni Berengo Gardin, l’architettura non in posa 27 Ottobre 2026
- Ritratti di città. Catanzaro da ricucire 26 Ottobre 2026
- Le città di Jan Gehl, 90 anni di innovazioni 24 Ottobre 2026
- Sophie Calle e Tatiana Bilbao: spazio, esperienza condivisa 21 Ottobre 2026
- Progetti e poteri: chi decide come abitare? 21 Ottobre 2026
- Design days: tante date, poco patrimonio collettivo 21 Ottobre 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata





















