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L’arte di costruire i giardini

«Il giardino è sempre per sua natura un luogo sperimentale. Nato da profonde esigenze religiose, sociali ed economiche, in ogni cultura è un laboratorio puntuale di forme e idee originali, dove con straordinaria libertà si mettono a punto modelli innovativi di comportamenti e tecniche, che in non pochi casi anticipano la filosofia dello spazio dell’architettura e del paesaggio delle epoche successive». Franco Zagari ha curato per i tipi dell’editore Mancosu un originale manuale di progettazione dei giardini: una riflessione sistematica sulle modalità realizzative dei luoghi di verzura. Codificare in forma manualistica un argomento aperto e pluridisciplinare ha rappresentato una sfida non facile, come sottolinea lo stesso autore, rivolta a professionisti, tecnici, studiosi attraverso un articolato indice di argomenti che legano i temi più teorici e quelli più squisitamente progettuali in un affascinante racconto.
Il manuale è rivolto dunque a lettori diversi e si compone di molteplici livelli di lettura: la storia, il contesto, il progetto, la fisiologia del giardino, gli elementi botanici (soft landscape), gli elementi materici (hard landscape). Il quadro è arricchito da due sezioni dedicate a esempi di progettazione e realizzazione di giardini: la prima fa riferimento alle opere dello Studio Zagari e la seconda a opere scelte nel panorama internazionale contemporaneo, dove vengono citati esempi celebri e nuovi talenti. Immediata è la classificazione, un po’ provocatoriamente dimensionale, di koolhaassiana memoria: small, medium, large e extra-large. Un eccezionale apparato iconografico accompagna il racconto: schizzi, bozzetti, disegni, tavole tecniche, particolari costruttivi, rendering e fotografie collocano le parole in una dimensione spaziale e temporale.
Nell’introduzione Zagari invita il lettore a pensare al proprio giardino come a un piccolo mondo partecipe del cosmo, sottolineando con forza che questo universo non è statico, ma «è anche un organismo vivente, in continuo movimento», in cui la storia ci ha tramandato un affascinante intreccio tra arte e natura. Dunque un impegno importante dove la frequentazione culturale dei grandi maestri moderni e contemporanei rappresenta «l’insegnamento più istruttivo».
Il possente e originale apparato delle «opere scelte» rappresenta dunque un insieme di exempla ai quali il lettore è invitato a guardare per ricomporre criticamente il bagaglio dei saperi acquisiti.
q Francesca Bagliani

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Last modified: 17 Luglio 2015