Quasi 25 anni dopo linizio dei rapporti tra Renzo Piano e lisola di Malta, finalmente il progetto dellarchitetto genovese per la ristrutturazione del centro storico de La Valletta è stato approvato dal governo presieduto dal primo ministro Lawrence Gonzi, che ha confermato linizio dei lavori per il primo trimestre dellanno prossimo.
Lintervento prevede la ristrutturazione dellarea del City Gate, lentrata alla città fortificata, la ricostruzione della Royal Opera House, distrutta durante la seconda guerra mondiale dallaviazione tedesca e al suo fianco la costruzione di un nuovo Parlamento. Dopo anni di polemiche, il governo di Malta ha accettato la proposta di Piano (nello schizzo a destra), che opta per un intervento rispettoso della storia e dellambiente.
«Più che aggiungere, togliamo», ha affermato larchitetto che eliminerà la porta attuale «monumentale e presuntuosa», per recuperare le dimensioni e le caratteristiche dellaccesso originale, ormai completamente stravolto dalle molteplici ristrutturazioni. «La città deve accettare che venga creato un varco attrezzato nelle mura del Cinquecento», sostiene Piano, che eliminerà anche altri elementi di disturbo, come il parcheggio che deturpa St. John e St. James Cavaliers, i due grandi bastioni, ai lati del City Gate. La stessa filosofia si applica anche al Parlamento, un piccolo edificio di 3.000 mq, sufficienti per le esigenze dei parlamentari maltesi, e al teatro dellOpera, uno spazio a cielo aperto che ingloberà le rovine delledificio costruito a metà dellOttocento da Edward Barry, autore del celebre Covent Garden di Londra. «È una forma di accettazione della memoria della guerra», conclude Piano. Il progetto, che ha un budget di 80 milioni, dovrebbe essere portato a termine in quattro anni.
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