«Bisogna che il pubblico si abitui a dei ragionamenti analogici tra lestetica e la morale, affinché, comprendendo il profondo legame che gli atti morali hanno con le manifestazioni estetiche, possa oggi liberare lo spirito dalla schiavitù di certe forme, per tendere liberamente a quelle nuove forme, che, con maggior sincerità, rappresentano le attuali aspirazioni degli uomini». Mi piace iniziare così: con un antico testo scritto nel 1936 dai Bbpr (Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers) e dunque muovendo da Rogers.
Poiché ho conosciuto Guido Canella soprattutto come intellettuale e professore, mi sembra oggi di scorgere in modo evidente il legame che lo univa a quelli che riteneva suoi maestri, e in particolare a Rogers, che, come Canella, ha dedicato alla scuola una parte importante della sua passione. Eppure Rogers vedeva altrove il centro al quale ricondursi e sul quale intensamente lavorare: e lo vedeva in quel nodo meraviglioso e denso che è costituito dallarchitettura; in quella sua vocazione criptica, eppure reale, a rappresentare per via di forma le aspirazioni degli uomini, sino a farsene testimone. Anche in questo Guido credeva.
Edifici che si ergono a monumenti. Canella sovverte una concezione maggioritaria di quel che aveva da essere limpegno. È la sua una visione singolare del ruolo dellarchitettura, perché le affida un mandato civile che non può che volgersi in contrasto. Non si tratta di dotare ordinatamente il territorio dinfrastrutture e servizi, ma di riscattarlo dalla disseminazione edilizia, dallomologazione piccolo borghese, dal degrado e dalla corruzione delle forme. Non dunque scuole, municipi, chiese, commerci ma «centri civici», che, come rocche immaginarie, ridonino evidenza alla dimensione pubblica, e che insieme si facciano pretesti e strumenti di vita collettiva. Così i suoi interventi si costituiscono nel circondario di Milano come sentinelle e come figure dense: nei municipi di Segrate e Pieve Emanuele, nel quartiere Iacp di Bollate e nei complessi scolastici a Noverasco e Cesano Boscone, nel centro civico di Pioltello e ancora in altri centri e altre città.
È unidea teatrale e drammaturgica del territorio, ove gli edifici assumono ruolo di protagonisti e attori; ed è una concezione transitiva del costruire, ove le forme portano valori e suscitano sentimenti civili, al modo in cui lo ritenevano possibile i romantici. «
sappiamo che, alla fine, la serie delle esperimentazioni risulterà una strada damore», scriveva Pasolini in Passione e ideologia, «amore fisico e sentimentale per i fenomeni del mondo, e amore intellettuale per il loro spirito, la storia: che ci farà sempre essere col sentimento, al punto in cui il mondo si rinnova».
Sono di grande spessore e intelligenza i suoi scritti: andranno raccolti e riproposti, ma soprattutto riletti nel loro abbraccio tra costruzione critica e immaginazione di architetto.
Si chiude forse, con la scomparsa prematura di Canella, una stagione dellarchitettura italiana. Una stagione ricca di cultura, di elaborazione intellettuale, dinvenzione figurativa; polifonica al modo in cui sono polifoniche le città in cui essa è cresciuta e alle quali si è alimentata. Una stagione cui guardiamo con rimpianto; e che siamo chiamati sulla breccia a continuare.
(Visited 79 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Ciò che sta accadendo a Gaza non resta a Gaza 6 Ottobre 2026
- Il futuro lo progettiamo noi, non l’algoritmo 6 Ottobre 2026
- Handle with care: un dizionario della cura 6 Ottobre 2026
- Quaderni della costruzione: ecco “I Grappoli” 5 Ottobre 2026
- Affinità liquide, il Portogallo va oltre i maestri 5 Ottobre 2026
- Modernismo tropicale al Vitra, con Geoffrey Bawa 3 Ottobre 2026
- Roma oltre il centro: come l’ospitalità temporanea sta cambiando i quartieri residenziali 2 Ottobre 2026
- Zumthor con Piano: ensemble nel parco per la Beyeler 30 Settembre 2026
- Quo vadis architetto? Progetti e storie al Lido 29 Settembre 2026
- Catherine Gay Menzel: non oggetti ma relazioni e atmosfere 28 Settembre 2026
- Storica ma nuova: il Compasso d’Oro e la sua collezione 27 Settembre 2026
- Vuoi spiegare un edificio? Rompi la black box 26 Settembre 2026
- Siena, frammenti di storia e di progetti 23 Settembre 2026
- Comunità e architettura: chi plasma chi? 23 Settembre 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata




















