Le vetrate appese per punti, prive di telai metallici, che caratterizzano molte architetture a totale trasparenza degli ultimi ventanni devono la loro genesi a Peter Rice (Dundalk, 935-1992), geniale ingegnere strutturista di origini irlandesi e londinese di formazione. Collaboratore di Arup, ha partecipato a progetti quali il Centre Georges Pompidou, la Sydney Opera House, ledificio dei Lloyds di Londra, la piramide del Louvre, lAeroporto Internazionale di Kansai e lAeroporto di Stansted; nel 1992 è stato insignito della medaglia doro del Royal Institute of British Architects. Chiamato a progettare la vetrata delle serre al Museo della Scienza e della tecnica al parco de la Villette a Parigi nel 1986, assieme a Martin Francis e Ian Ritchie (dalle cui iniziali prende il nome il sistema RFR), individua la risposta in una nuova tecnologia: una facciata completamente appesa, fissata per punti a fermavetro a livello, con una struttura di cavi posteriori tesi per la trasmissione delle spinte del vento, in cui il vetro non è elemento portato da un telaio, ma assume funzione di trasmissione dei carichi. Le lastre di 2×2 m in vetro temprato da 12 mm vengono appese tramite una nuova tipologia di bullone articolato, la «rotule», elemento di fissaggio puntiforme da inserire nei fori di una lastra temprata: la sfera con lasse coincidente con quello della lastra realizza una cerniera perfetta, che consente le rotazioni degli appoggi. Questo primo sistema RFR utilizza un sistema di fissaggio delle quattro lastre a forma di H e deformabile che verrà presto sostituito da un elemento a forma di X con un solo giunto sferico nel punto di incrocio.
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