Spagna, i premi del 2019

by • 11 Dicembre 2019 • Professione e Formazione1732

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Rassegna dei principali premi nazionali, al margine dei concorsi legati alle iniziative delle associazioni di categoria

 

Per la prima volta il Consiglio superiore degli Ordini degli architetti spagnoli (CSCAE) ha convocato insieme i riconoscimenti promossi a livello nazionale e internazionale: la Medaglia d’oro d’architettura, il Premio all’architettura spagnola e all’urbanistica, il Premio di architettura spagnola internazionale. Tra gli obiettivi e doveri principali del Consiglio, infatti, quello di contribuire allo sviluppo, promozione e diffusione dell’architettura made in Espana, anche attraverso l’organizzazione di concorsi e premi. La premiazione è avvenuta lo scorso 28 novembre a Madrid.

 

Premio all’architettura spagnola

Il prestigioso riconoscimento (onorifico, quindi senza corrispettivo economico) a cadenza biennale, viene concesso ad un’opera realizzata in territorio nazionale nell’ultimo biennio, considerata meritevole per la sua singolarità, innovazione e qualità costruttiva. L’edizione 2019 ha premiato ex aequo due progetti: le 14 unità residenziali di edilizia popolare Life Reusing Posidonia, realizzate a Formentera dall’Instituto Balear de la Vivienda (già vincitrici del Premio FAD 2018; nella foto di copertina di José Hevia), e il Museo del clima di Lleida firmato da Toni Gironés (nella foto di Fernando Alda). Quest’ultimo, inaugurato nel 2017 e premiato nell’ultima Biennale iberoamericana di architettura e urbanistica (BIEU) è, secondo la giuria, uno spazio museale “provocatorio”, perché prende forma e si sviluppa con il passare del tempo, grazie alla compartecipazione degli elementi naturali. Entrambi i progetti sono stati considerati altamente innovativi dal punto di vista della ricerca sui materiali locali, e attenti alla sostenibilità, in linea con gli obiettivi promossi dall’ONU nell’Agenda 2030.

 

Premio all’urbanistica spagnola

Istituito con il fine di riconoscere la qualità dei progetti di pianificazione e realizzazione degli spazi pubblici firmati da team locali o diretti da professionisti spagnoli. Quest’anno ha prevalso all’unanimità il piano urbanistico del quartiere di Ciutat Vella a Barcellona, dello studio 300.000 Km/s, già premiato dalla Commissione europea S+T+ARTS che valorizza le collaborazioni più pionieristiche tra scienza, tecnologie e arti. La giuria ha sottolineato il carattere innovativo del piano, sia nella fase di analisi che in quella progettuale, la quale «impiega gli strumenti digitali disponibili, basati nell’uso massivo dei dati e coniugandoli con la partecipazione cittadina, per generare un nuovo modo di analizzare, rappresentare e regolare gli usi all’interno della città». Si tratta di un approccio globale che integra aspetti quali la salute, l’impatto del turismo e dei nuovi modelli di business con il punto di vista dei residenti. Approvato nel 2018, il piano rivendica la città come bene comune e il ruolo dell’urbanistica come garante dell’abitabilità delle città.

 

Premio architettura spagnola internazionale

Voluto dal Foro di architettura spagnola, formato dallo stesso CSCAE, gli Ordini professionali, le fondazioni e istituti di architettura, le Scuole di architettura e le aziende del settore, sotto la Presidenza del Ministero dello sviluppo, intende promuovere professionisti, studi di progettazione e imprese legate al settore della costruzione, al di fuori del territorio spagnolo. La giuria della quarta edizione era composta da rappresentanti della Fondazione di architettura contemporanea (COP), Fondazione Docomomo Iberico, Arquia, le Scuole di architettura di Barcellona, Baleari, Madrid e Valencia, e di tre Ordini professionali nazionali. Ha prevalso l’Archivio generale di Stato di Oaxaca (Messico), di Ignacio Mendaro Corsini (nella foto), per l’«abile integrazione dell’edificio nel paesaggio, la sintonia tra la composizione di piante, alzati e sezioni, e per il sistema costruttivo, strettamente legato alla storia dell’architettura monumentale messicana». Menzione speciale per il progetto di ampliamento dell’Università Alioune Diop (Senegal), di Javier Pérez Uribarri e Federico Pardos Auber, premiati per la loro architettura «economica, rapida e risolutiva, adattata alle necessità umane, climatiche e costruttive del luogo». Entrambi i progetti avevano ricevuto un riconoscimento anche nell’ultima edizione della Biennale spagnola di architettura e urbanistica.

 

Medaglia d’oro all’architettura

A cadenza biennale, viene conferita dal 1981 a persone o istituzioni che con la loro opera contribuiscono a promuovere l’architettura in quanto bene culturale e veicolo per lo sviluppo del benessere socioeconomico, e a migliorare l’immagine dell’esercizio professionale dell’architettura. A riceverla quest’anno è stato Alberto Campo Baeza (Valladolid, 1946) come riconoscimento a un percorso “coerente” di professionista e cattedratico. Architetto elegante e austero di proiezione internazionale, con all’attivo prestigiose opere realizzate in territorio spagnolo, il “maestro della luce” ha esercitato ed esercita tutt’ora una grande influenza su diverse generazioni di architetti, dal suo studio madrileno e grazie alla solida vocazione docetica che lo vede in cattedra da cinquant’anni come professore emerito della Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid .Tra le principali opere innanzitutto le case (Gaspar, Turégano, Guerrero, del Infinito), la Cassa di risparmio di Granada e l’asilo Benetton a Ponzano Veneto (Treviso).

 

Premio nazionale di architettura

Da più di ottant’anni il riconoscimento viene conferito dallo Stato spagnolo a una persona fisica o entità che con il suo lavoro abbia contribuito in modo straordinario ad arricchire gli aspetti sociali, tecnologici e sostenibili dell’architettura e urbanistica, dentro o fuori il territorio nazionale. La giuria, composta tra gli altri da professionisti già insigniti del premio del calibro di Elías Torres Tur e José Antonio Martínez Lapeña, e Manuel Gallego Jorreto, ha deciso di premiare Álvaro Siza, per il suo importante contributo all’architettura e alla caratterizzazione delle città spagnole.

 

Premi FAD

Sempre più numerose le opere presentate, per un record di partecipazione: 616 nell’edizione di quest’anno, contro le 484 dell’anno scorso, di cui 200 per la categoria “Architettura”, 173 “Interior”, 41 “Città e paesaggio”, 80 “Interventi effimeri”, 81 “Pensiero e critica” e 41 Premi FAD internazionali. La giuria, presieduta da Fuensanta Nieto, ha premiato l’architettura dell’Istituto Playa Flamenca di Orihuela (Alicante) di Alfredo Paya Benedito, e il restauro della sala di lettura della Biblioteca dell’edificio di Cibeles del Banco d’España di Matilde Peralta del Amo. Il Paseo marítimo di El Prat de Llobregat (Barcellona) e il progetto Mies Missing Materiality hanno prevalso nelle categorie “Città e paesaggio” e “Interventi effimeri”. Il Premio FAD Internazionale è andato al New Bund District Church a Shangai di Ábalos + Sentkiewicz AS+. Istituito nel 1958, il FAD è premio più longevo in Europa di questo tipo, e il più prestigioso nella Penisola iberica.

 

Premio della Biennale iberoamericana di architettura e urbanistica (XI BIAU)

Mentre la Biennale di architettura e urbanistica spagnola (BEAU) si è svolta nel 2018, quest’anno è stato il turno del Premio iberoamericano. Il meglio dell’architettura proveniente dai 22 Paesi che fanno parte dell’America Latina, con Spagna e Portogallo, si è riunito in Paraguay. Il riconoscimento viene offerto a un professionista che si è distinto per la promozione e la difesa dei valori legati all’architettura o all’urbanistica sul territorio iberoamericano. Il madrileno César Ortiz-Echagüe (Madrid, 1927) e l’argentino Jorge Enrique Scrimaglio (Rosario, 1937) hanno vinto la XI edizione ex aequo. La giuria ha giustificato la scelta sostenendo che «Entrambi rappresentano un solido referente dell’architettura iberoamericana nonostante la condizione periferica e la lontananza dai circuiti mediatici».

 

La Spagna per la promozione del design

La pressione da parte di alcuni attori dell’ambito del design spagnolo, tra cui professionisti e aziende del settore, è arrivata in Parlamento, dove il maggio scorso è stata approvata all’unanimità una proposta di legge per lo sviluppo di una Strategia nazionale di design con la creazione di un organismo permanente che abbia lo scopo di proiettare a livello nazionale e internazionale aziende e designer spagnoli. È così che nasce il DIOS (Design Institute of Spain), il primo organismo diplomatico che riconosce il design come potente strumento economico, e s’impegna a dare una maggiore visibilità alla reputazione della “marca Spagna”, in collaborazione con le Amministrazioni pubbliche, in ultima analisi per aumentare la competitività del settore. I dati dell’ultimo studio realizzato dalla Commissione Europea (2011-2013), restituiscono, infatti, l’immagine di un impatto economico del design spagnolo in termini industriali del 10,1% del Pil con il 9,4% del tasso di occupazione nel settore, rispetto alla media europea del 13,4% e del 11,9% rispettivamente. Per quanto riguarda invece l’attività dei professionisti, si aggira intorno al 6.9% del Pil. (fonte: Observatorio del Diseño 2011)

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