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Scritto da: Città e Territorio

500.000 case per tutta la Turchia

Negli ultimi anni la Toki (Agenzia turca per lo sviluppo abitativo) è diventata uno dei più efficaci strumenti per la realizzazione degli alloggi. Istituita negli anni ottanta per costruire abitazioni economiche destinate ai ceti sociali più bassi, l’ente ha cominciato a funzionare attivamente dopo l’elezione dell’attuale premier Erdog?an a sindaco di Istanbul nel 1994. Negli ultimi otto anni lo statuto legale è stato modificato e ora Toki ha un’ampia autorità per eseguire progetti di trasformazione urbana. Oltre al quasi mezzo milione di unità abitative realizzate in questo arco di tempo, durante un congresso sull’housing tenutosi a marzo, il primo ministro ha annunciato la costruzione di un altro mezzo milione di unità. Costruite con metodi d’industrializzazione edilizia, le unità abitative della Toki presentano linguaggi uniformi a prescindere dalla zona della Turchia in cui vengono realizzate, in genere attorno a insediamenti informali considerati «fatiscenti». Qui i vecchi residenti, poco coesi socialmente, non riuscendo a contrastare le proposte di trasformazione urbana, finiscono con l’essere trasferiti nelle periferie, mentre i lotti da loro precedentemente occupati vengono riqualificati a progetti ultimati. Il quartiere rom di Sulukule è uno degli esempi più noti. Qui abitanti e Ong hanno tentato di far includere nei progetti le unità abitative per i residenti originari onde scongiurarne il trasferimento, ma sono invece stati dislocati in un’altra area della zona occidentale di Istanbul.

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Last modified: 10 Luglio 2015