Firenze, 2 aprile, Galleria dellAccademia: riaprono, rinnovate, le sale della pittura medievale; 4 aprile, Università: lectio di Gilles Clément per Fondazione Florens. A seguire, una sinapsi: i musei italiani come «Terzo paesaggio»? In effetti il formidabile «giardiniere planetario» narra di «Rifugi per la diversità, costituiti dalla somma dei residui, delle riserve e degli insiemi primari». Al di là della definizione dellInternational Council of Museums, anche i musei sono «rifugi per la diversità» dato che custodiscono cose piuttosto «diverse» (cioè i quadri in Galleria dellAccademia sono diversi da quelli, ad esempio, di altri musei). Ancora: «la somma dei residui e delle riserve» sembra offrire un paragone comprensibile con i musei, depositi compresi. Infine «gli insiemi primari» per Clément sono riserve esistenti di fatto, «ma anche per decisione amministrativa». Beh, per decisione amministrativa (o del legislatore) i musei in Italia sono alla frutta, dopo i supertagli e al di là degli annunci a generar vaniloquio (ché in effetti fa più riflettere, già dal 1866, lOrigine du monde di Courbet piuttosto che la stanca trovata di un pubblicitario che mette i jeans alla fanciulla del Bacio di Hayez per ladvertising ministeriale di mesi fa). Comunque sia, per la «decisione amministrativa» di cui sopra, questa riapertura alla Galleria dellAccademia (che presenta ora didascalie comprensibili al grande pubblico, luci tecnologicamente innovative, un deposito-laboratorio ecc.) è tra le rare sistemazioni museali italiane doggi; tutto ciò grazie allintenso lavoro congiunto di donne e uomini che lhan realizzata, persone valutabili «by actions, not [by] words». Con altrettanto realismo: che in Italia i musei stiano per divenire non già luoghi importanti per il cross-cultural dialogue ma aree marginali da/per pubblicità vecchiotte? Chissà se questo surrettizio blitz nel Terzo paesaggio di Clément non apra, piuttosto, prospettive da neoromantiche rovine per italici luoghi museali privi di ordinarie risorse.
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