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Laura MilanScritto da: Città e Territorio Professione e Formazione

Costruire Cultura: dialoghi su architettura, città e innovazione

Costruire Cultura: dialoghi su architettura, città e innovazione
Sette incontri pubblici, a Torino, su sette temi oggi centrali per parlare di città, progetto, rigenerazione e collettività. Si inizia dall’acqua, il 22 settembre: “Città tra i fiumi” con Burgos & Garrido, AG&P greenscape, Landscapefor e le voci di IFLA, Politecnico di Torino e del mondo delle costruzioni (con Secap, DUE e Fantino)

 

TORINO. Prima dell’immagine viene il progetto. Prima della firma viene l’idea. Prima del risultato viene il confronto. Prima delle archistar viene la collettività. Al centro progetti, idee e le persone che li rendono possibili.

Questo il fil rouge della serie di incontri che, a Torino, abbiamo impostato, insieme a comunicArch e al Ramo d’Oro, con il supporto di tre imprese di costruzioni dalla storia importante e variegata che abbiamo voluto voce narrante di esperienze e idee: Secap, DUE e Fantino Costruzioni. La scelta non è casuale: la cultura si costruisce lavorando con chi progetta, ma anche con chi richiede e chi costruisce, condividendo una responsabilità comune.

E con la collettività, che ha bisogno di conoscere per comprendere, fare le giuste richieste e valutare la qualità vera delle trasformazioni del territorio.

Il programma prevede 7 serate, una al mese tra settembre e maggio, su altrettanti temi su cui si costruirà il futuro delle città, in Italia e in Europa: acqua, scuola, riuso, legno, mobilità, salute, ospitalità. Per ogni incontro, due o più progetti raccontati da due o più progettisti. Un’esperienza internazionale a confronto con l’esperienza italiana; un dialogo moderato con esperti e imprese che si vuole allargare al pubblico, in uno scambio aperto all’interno di una location moderna e informale, un bistrot culturale che unisce intrattenimento e cultura.

Non architetti e architettura in astratto, non carrellate di progetti iconici e autoriali, ma una voce collettiva che nasce da un confronto orizzontale, tra pari, per iniziare a creare una rete intorno ai progetti.

 

Il primo incontro: città fra i fiumi

Molte città sono lambite da fiumi, una risorsa incredibile. La riconquista degli spazi d’acqua, e il lavoro attorno all’acqua, all’interno delle città europee è un trend in forte ascesa che sta cambiando il volto tanto delle grandi metropoli quanto delle medie realtà urbane: Bordeaux, Lione, Zurigo, Monaco di Baviera, Amburgo.

Sono progetti che richiedono molte competenze e specializzazioni e lavorano su molteplici livelli: spazio pubblico, infrastrutture ecologiche, reti per la mobilità lenta, soluzioni per l’adattamento climatico e riattivazione di un rapporto anche culturale con l’acqua e il fiume. Il tutto sotto una regia pubblica dal ruolo nodale, come dimostra, con risultati ormai chiaramente misurabili, il progetto che ha trasformato nel profondo un intero settore urbano di Madrid lungo il percorso del Río Manzanares, recuperando e disegnando nuovi spazi pubblici e spostando sottoterra il traffico veicolare. Madrid Río ha completamente ridisegnato il rapporto tra la capitale spagnola e il fiume, unendo – guidato da una visione di ampio respiro – un imponente progetto ingegneristico e infrastrutturale. Si tratta di un complesso progetto di paesaggio e spazi pubblici che comprende il ridisegno delle infrastrutture di superficie, la gestione delle rive di un corso d’acqua torrentizio e la riconnessione urbana tra quartieri prima separati da una grande, e impattante, infrastruttura stradale.

Tra il 2003 e il 2007 il Comune ha interrato per circa 6 km la M-30, liberando completamente le sponde fluviali dal traffico; nel 2005 il concorso internazionale per la sistemazione degli spazi è stato vinto da M-Río, ampio gruppo di progettazione, guidato da Ginés Garrido, composto da Burgos & Garrido, Porras La Casta, Rubio & Álvarez-Sala e West 8. I lavori si sono conclusi nel 2011 e hanno realizzato un parco di circa 120 ettari di spazi verdi, attrezzature sportive e culturali, percorsi pedonali e ciclabili e ponti, restituendo il Manzanares alla città. Nel 2025 il progetto si è completato con il nuovo Parque del Atlético de Madrid.

 

Italia, c’è molto da fare

In Italia molto è ancora da fare, partendo da una risorsa diffusa che deve essere valorizzata, dotata di spazi pubblici vivibili e nuove funzioni sociali ed ecologiche.

AG&P greenscape è uno degli studi che, in questo ambito, può avere molto da dire. Ha costruito la sua identità professionale lavorando sul progetto di paesaggio e, dopo 40 anni di attività, è arrivato a rappresentare la maturazione dell’architettura del paesaggio italiana. Ha all’attivo progetti che si rapportano con l’acqua muovendosi su registri diversi, dalla memoria idrografica al recupero ambientale, dalla costruzione del paesaggio attraverso l’acqua, come nel Parco del Paleoalveo di Bergamo (in corso) o nel CentrOparco di Segrate (2015), alla trasformazione del rapporto tra città e acqua portato avanti nel progetto, in corso, che a Genova ridisegnerà la superficie liberata dalle auto dal tunnel subportuale in realizzazione nei prossimi anni sotto il bacino del Porto Antico.

Torino, infine, è attraversata da 4 fiumi, Po, Sangone, Dora Riparia e Stura di Lanzo. L’acqua è una risorsa concreta all’interno di un sistema paesaggistico che attende la restituzione ai cittadini. La Fondazione Landscapefor ha molto lavorato sulla lettura del sistema fluviale torinese, documentando i corsi d’acqua e le relative connessioni ecologiche. Un loro studio sulla rete ecologica metropolitana analizza, per esempio, il ruolo dei fiumi e individua aree di recupero e di possibile costruzione di nuovi parchi fluviali, un patrimonio di spazi aperti e corridoi ecologici che può diventare la base per una nuova stagione di progetti capaci di ricucire il rapporto tra città, fiumi e territorio.

Da qui prende le mosse il primo incontro, che il 22 settembre porta il primo tema al confronto con il pubblico e le imprese attraverso un panel multidisciplinare, moderato e aperto al dialogo, chiamato a mettere in campo punti di vista e competenze diverse attivate dal progetto. A discuterne saranno il direttore de Il Giornale dell’Architettura Michele Roda, l’architetto Marco Minari, rappresentante italiano all’interno dell’International Federation of Landscape Architects (IFLA), l’ingegnere Daniele Ganora, docente al Politecnico di Torino specializzato in risorse idriche e infrastrutture, Piera Maimone (Secap), Gabriele Gallesio (DUE) e Giorgio Fantino (Fantino Costruzioni).

 

Il programma del 22 settembre

I progettisti

  • Landscapefor (Torino), Paolo Castelnovi, architetto
  • Burgos & Garrido arquitectos (Madrid), Javier Malo de Molina Bodelón, professore associato, Escuela de Arquitectura de la Universidad Rey Juan Carlos Madrid
  • AG&P greenscape (Milano), Pierpaolo Tagliola, agronomo e architetto paesaggista

La tavola rotonda

  • Michele Roda, architetto, direttore Il Giornale dell’Architettura
  • Marco Minari, architetto, rappresentante italiano presso IFLA (International Federation of Landscape Architects)
  • Daniele Ganora, ingegnere, professore associato DIATI-Dipartimento Ingegneria dell’Ambiente, del territorio e delle infrastrutture, Politecnico di Torino
  • Piera Maimone, Secap spa
  • Gabriele Gallesio, DUE srl
  • Giorgio Fantino, Fantino Costruzioni spa

Iscrizioni: https://luma.com/9209q9jc

Dove: bistrot culturale Ramo d’Oro, Galleria Umberto I, Torino

Orario: 18:30-20:30

A cura di: Il Giornale dell’Architettura, conunicArch & Ramo d’Oro

Con il supporto di: Secap spa, Due Costruzioni Generali srl e Fantino Costruzioni spa

 

Il programma e i temi degli incontri successivi

  • 20 ottobre, Scuola: Costruire il futuro
  • 24 novembre, Riuso: Less waste, more value!
  • 23 febbraio, Legno: Il futuro è legno
  • 23 marzo, Mobilità: Città in movimento
  • 20 aprile, Salute: Spazi della cura
  • 25 maggio, Ospitalità: Fully Booked!

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Tag: , , Last modified: 16 Settembre 2026