Presentato dall’associazione Architetti Arco Alpino il docufilm per la regia di Francesca Molteni e Davide Fois
MILANO. Raccontare l’architettura ai non addetti ai lavori è sempre un’ardua sfida. In occasione del decennale di fondazione ci prova, con un’impegnativa operazione non priva d’ambizioni, l’associazione Architetti Arco Alpino (AAA), che riunisce dieci Ordini provinciali degli architetti PPC afferenti al contesto montano: Aosta, Belluno, Bolzano, Cuneo, Novara/Verbania Cusio Ossola, Sondrio, Torino, Trento, Udine e Vercelli. Scopo del sodalizio è, infatti, promuovere la cultura architettonica nei territori di appartenenza, nella convinzione che la qualità progettuale diffusa, disciplinare o politica, professionale o amministrativa, costituisca un elemento fondamentale per la cura e la fruizione consapevole di città e territori. Dopo l’esordio, nel 2016, con una Rassegna, ovvero un premio per opere di recente realizzazione, il secondo progetto di sensibilizzazione, nel 2020, ha tentato di allargare l’interesse pubblico attraverso l’indagine fotografica “Attraverso le Alpi”, curata dal collettivo Urban Reports.
Mentre nel frattempo, nel 2021, il testimone del coordinamento di AAA è passato dal trentino Alberto Winterle al valtellinese Simone Cola, stavolta, per il suo terzo progetto culturale, AAA si è affidata al medium cinematografico, commissionando a Francesca Molteni e Davide Fois la regia di un racconto in dieci tappe per altrettante opere, ciascuna selezionata dai vari referenti di AAA nelle rispettive province di appartenenza. Ne è scaturito un docufilm, intitolato Il Tempo della Montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie, proiettato in anteprima nazionale il 5 marzo al cinema Anteo di Milano, che verrà riproposto, dal 19 al 26 marzo, nei territori delle province presidiate da AAA, per poi essere distribuito presso festival, rassegne cinematografiche, convegni e attività culturali varie.
Lungo 1.200 km e 52.000 kmq di arco alpino meridionale, il fil rouge che lega (quasi tutti) i casi studio compendia i principali temi che innervano il dibattito odierno sulla gestione delle terre alte, tenendosi quasi sempre a debita distanza dalle retoriche della montagna eroica e dalle celebrazioni estetizzanti del “luogo idilliaco”, ma ribadendo talvolta la marginalità delle aree interne. In un serrato montaggio – 54 minuti – ritroviamo la dimensione produttiva, quella ricreativa e quella paesaggistica dei territori; e poi le economie di filiera, la ritrovata stanzialità delle giovani generazioni, gli spazi della scuola, il ruolo delle infrastrutture di servizio, la mitigazione delle ferite ambientali, la vivificazione della memoria. In una parola, quella dimensione laboratoriale per la quale la montagna oggi suscita tanto interesse. Una dimensione in cui, come ha ricordato Antonio De Rossi introducendo la proiezione, si va oltre l’elegia del “piccolo è bello” per scoprire la legittimità sociale di un’architettura incardinata nei processi di trasformazione e rigenerazione.
Ma, affinché il messaggio passi a più vaste platee, nel docufilm l’architettura costruita resta giustamente sullo sfondo, mentre i suoi spazi accolgono le vite e le sensazioni di coloro ne fruiscono, ovvero i protagonisti e i testimonial del racconto per immagini e parole. Analogamente, i punti di ripresa sono sempre ad altezza di persona, senza l’ausilio di droni. “Le Alpi vogliono cura e attenzione, più che non segni e progetti magniloquenti“, ha chiosato Cola salutando il pubblico che gremiva l’Anteo. Tuttavia, nella selezione dei dieci progetti, paiono piuttosto fuori contesto i due casi più “commerciali”: quello valdostano e quello valtellinese. Per lo meno, essi avrebbero potuto stimolare un cenno critico al convitato di pietra di tutta la vicenda: il turismo. Quello “over”, ovviamente; tanto massificato quanto poco consapevole.
Immagine di copertina: Federico Mentil, Marco Ragonese e Luca Gremese, “Paesaggio elettrico” (Paluzza, Udine, 2022), © Muse Factory of Projects
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Il Tempo della Montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie
I dieci progetti selezionati
• Courmayeur (AO): Skyway Monte Bianco – Architetto Carlo Cillara Rossi
• Puos d’Alpago (BL): nuovo plesso scolastico – Architetti Gianluca Facchinelli, Celeste Da Boit e Giada Saviane
• Valdaora di Sotto (BZ): scuola dell’infanzia – Feld72, Architektur Urbane Strategien
• Borgata Paraloup, Rittana (CN): Fondazione Nuto Revelli – Architetti Aldo e Giovanni Barberis, Valeria Cottino, Dario Castellino, Daniele Regis
• Oira, ex cava di gneiss (VB-NO): Tones Teatro Natura – Fuzz Atelier
• Livigno (SO): Mottolino Fun Mountain – Architetto Anselmo Fontana, Studio LPS, Architetto Massimo Roj, Progetto CMR International
• Pragelato (TO): riqualificazione alpeggio – CoutanStudio, Architetti Maicol e Devis Guiguet
• Castelfondo (TN): nuove piazze e spazi pubblici – Architetti Mirko Franzoso e Mauro Marinelli
• Valle del But (UD): 6 cabine elettriche – Architetti Federico Mentil, Gaetano Ceschia e Marco Ragonese
• San Gottardo di Rimella (VC): recupero delle borgate – Architetti Carlo Sillano e Luigino Zardo
Crediti
Ideazione e promozione: Associazione Architetti Arco Alpino
Produzione: Muse Factory of Projects (2026)
Regia: Francesca Molteni e Davide Fois
Montaggio: Nicolò Amedeo
Riprese: Nicolò Amedeo, Davide Fois, Gabriele Sossella, Timon De Graaf Boelé
Fonici: Massimiliano Santillo, Giovanni Isgrò
Producers: Claudia Adragna e Gaia Maritano
Coordinamento editoriale: Roberta Busnelli
I registi
Francesca Molteni. Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, ha studiato Produzione Cinematografica alla New York University. Producer, regista e autrice di documentari, format televisivi, installazioni, esposizioni di design dal 2002. Nel 2009 ha fondato Muse Factory of Projects, casa di produzione cinematografica incentrata sulla produzione di contenuti legati alla cultura del contemporaneo, del design e dell’architettura. Tra i suoi film: Amare Gio Ponti, Inside Renzo Piano Building Workshop, Aldo Rossi Design, Green Over Gray. Emilio Ambasz, Superdesign. Italian Radical Design 1965-75, Il potere dell’Archivio. Renzo Piano Building Workshop, NEWMUSEUM(S) e We The Others. Nel 2025 su Rai5 è andata in onda la serie Lezioni di Piano. Renzo Piano e il Laboratorio Arte del Costruire, sei episodi in cui il maestro si confronta con gli studenti del Politenico di Milano su sei celebri progetti dello studio RPBW. Ha ricevuto il Premio per l’Innovazione dal Presidente della Repubblica Italiana, la menzione d’onore del Compasso d’Oro e il Cathay Pacific Award per le donne imprenditrici. Collabora con La Repubblica, Door, Domus ed Elle Decor; è autrice del libro Icone d’impresa (Carocci). È tra gli Ambasciatori della Giornata del Design Italiano.
Davide Fois. Diplomato alla Scuola Civica di Milano in Regia Cine-Televisiva. I primi progetti di cui si è occupa sono videoclip musicali per major come Universal Music, Warner e Carosello Records. Si sposta presto dalla musica allo storytelling di finzione con una serie di cortometraggi cinematografici per Acqua Panna. L’approccio cinematografico resta un tratto distintivo dei suoi lavori. Contemporaneamente, nel campo della formazione, ricopre il ruolo di tutor di regia nell’ambito di FilmLab, un progetto IED + Anteo con la direzione creativa di Silvio Soldini e successivamente insegna Regia e Direzione d’Attori all’accademia Mohole di Milano. Nel 2019 firma la co-regia di Inside Renzo Piano Building Workshop, film documentario che partecipa al Biografilm Festival. Dal 2021 è parte di un duo registico con il documentarista Mattia Colombo con cui scrive e dirige Afuera Hay Mas, film che racconta il viaggio di un giovane chef, disponibile su Prime Video. Recentemente ha diretto la serie Lezioni di Piano.





















