Una raccolta di testi eterogenei, costruita con acutezza e originalità per dimostrare le tappe dellavanzare, tra Otto e Novecento, dellidea di città come ordinatrice di spazi e modi di vita delluomo moderno. Questa è «La città conquistatrice. Un secolo di idee per lurbanizzazione» (Corte del Fontego, Venezia 2012, pp. 340, euro 20), antologia di testi italiani e stranieri, molti dei quali di difficile reperibilità o inediti. Le scelte testuali e le traduzioni dellautore Fabrizio Bottini, insieme al suo saggio introduttivo, ricostruiscono le ragioni del percorso che ha portato più di metà della popolazione mondiale a vivere in città, seguendo le tracce del depositarsi di progetti e pratiche che costituiscono le radici profonde dei temi oggi più frequentati dal dibattito urbanistico: dalla sostenibilità ambientale al consumo di suolo, alla partecipazione dei cittadini nelle scelte sul futuro della città. Ma ricostruisce insieme anche il moltiplicarsi nel tempo dei significati del termine «urbano», aggettivo attribuito a luoghi, modi di vivere, specie di città sempre più vari.
Dalla definizione di un disegno elementare ed efficace come la griglia di Manhattan, al progetto dei rettifili e sventramenti ottocenteschi nelle città storiche, fino allinvenzione del pervasivo paradigma della città giardino, lurbanistica moderna si è dotata di strumenti di conoscenza e intervento capaci di mantenere la città e il suo montante successo in equilibrio tra tradizione e innovazione. Ma ha anche prodotto derive, che ritroviamo nel volume già identificate e stigmatizzate tra gli anni venti e trenta, riconosciute da un lato allaltro dellAtlantico come fonti di degrado del territorio: la parola sprawl viene usata per la prima volta nel 1937 dal responsabile per la pianificazione territoriale della Tennessee Valley Authority, che vi riconosce sia la trasformazione delle campagne nella caricatura di una città, sia il principio della corsa al dissennato consumo di risorse territoriali che sarebbe esploso dopo la guerra.
Questa antologia di idee per il futuro della città (di grande interesse il brano estratto da un testo per le scuole medie di Chicago del 1911, che testimonia limportanza di educare i cittadini, per assicurare il buon futuro del loro luogo di vita) vuole riproporre alcune delle molte ipotesi che lungo due secoli hanno inteso migliorare la città. E propone di tornare ad attingere a questo ricco serbatoio per tentare, come sostiene lautore, di «trasformare lincubo dellurbanizzazione globale in un bellissimo sogno».
(Visited 140 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Venezia esagera: per la Biennale Arte più di 150 mostre 22 Aprile 2026
- Un patto per i patrimoni: l’Agenzia del Demanio e i Piani città 22 Aprile 2026
- New Design for a New World, l’invisibile in mostra 22 Aprile 2026
- Modena ricorda Ada Defez: progetti politici 20 Aprile 2026
- Max Bill, la bellezza concreta del colore 19 Aprile 2026
- Speciale Giornata mondiale dell’acqua 2026 15 Aprile 2026
- Nuovi, celebrati, già demoliti. La strana parabola dei parcheggi di Christian Kerez 14 Aprile 2026
- Quo vadis architetto? Antoni Gaudí, visioni tra passato e futuro 14 Aprile 2026
- Mario Carrieri (1932-2026) 14 Aprile 2026
- Il concorso per il Corso. Vicenza e l’ex Cinema, futuro hub culturale 11 Aprile 2026
- Ritratti di città. Jakarta, capitale (la più grande) che affonda 11 Aprile 2026
- Vivere sul confine. Dove una linea divide le case, e una biblioteca unica 8 Aprile 2026
- Lella e Massimo Vignelli, la chiarezza di traiettorie trasversali 8 Aprile 2026
- DDL sul Codice edilizia, i rischi nelle osservazioni dell’INU 8 Aprile 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata




















