reggio emilia. Con lattento progetto di Vincenzo Corvino e Giovanni Multari, il recupero dellex mercato coperto (dalle linee tra il neoclassico e il Liberty, inaugurato nel 1927 come mercato alimentare e poi trasformato in negozio Coin) e la riorganizzazione dellisolato si pongono come opportunità di riqualificazione degli spazi di relazione della città, facendosi corpo permeabile di collegamento spaziale e di sequenzialità temporale, tra un passato di riscoperte stratificazioni e un futuro di nuove funzioni. In coerenza con gli obiettivi del Piano strategico per la valorizzazione della città storica, la trasformazione estende «leffetto città» dalla direttrice della via Emilia al sistema a pettine dei vicoli collegati, a piazza Scapinelli, a via dellAbbadessa. Si realizza perciò uno spazio di attraversamento, ma anche di polarizzazione, fino a costituire una nuova centralità che inserisce larea nel sistema consolidato delle piazze del centro.
La permeabilità del nuovo complesso si gioca nellequilibrio tra interno ed esterno, vive nella ridefinizione dei vuoti ma anche nel tema della «soglia», nel passaggio di persone e nella qualità delle funzioni insediate. La nuova piazza Scapinelli si pone a presidio degli ingressi e, attraverso un gioco di allineamenti, indirizza verso la Galleria principale, verso la rinnovata piazzetta del Pesce e allex casa dello studente. La lunga panchina (12 m), disegnata ad hoc dai progettisti, ricostruisce idealmente il sedime originario del sagrato della chiesa di San Tommaso, demolita per lasciare spazio alledificio novecentesco.
Il progetto raccoglie molteplici sfide, dalla riqualificazione urbana alla riorganizzazione dellisolato. Non ultima, la sfida della qualità architettonica: attraverso scelte delicate ma dalla forte valenza espressiva, sotto i vigili occhi della Soprintendenza lo spazio centrale della Galleria viene recuperato mantenendo il carattere originale degli spazi. Le parti aggiunte puntano alla valorizzazione attraverso il contrasto: il pavimento grigio di grès a formelle esagonali e il sistema di corpi illuminanti scuri si staccano dalla struttura storica caratterizzata da cromatismi chiari e sfumati, nei riflessi della luce filtrata dalla grande copertura vetrata. Non manca lintegrazione con il verde, anche se riservato (e arrampicato) solo al muro lungo lantica via dellAbbadessa, con il progetto della paesaggista Silvia Ghirelli.
Lintervento, realizzato in project financing (13 milioni di cui 1,9 a carico dellamministrazione comunale), è stato ultimato a tempi di record grazie allorganizzazione di cantiere di Tecton e Coopsette. Laccordo prevede che la struttura sia gestita per 40 anni dalle due società, prima di tornare al Comune. Si attendono le destinazioni per lex casa dello studente (forse ristorazione o sala polivalente). Il grande marchio fa da traino in una congiuntura economica che sostiene a fatica il sistema di piccoli esercizi; la città contemporanea sfrutta (a volte subisce) la massa critica dei «magneti» commerciali e si disegna anche in base allattrazione tra persone e merci. Esistono logiche di mercato e scelte politiche non sempre condivise da tutte le parti sociali, ma esiste anche una compensazione che si riflette spesso, come in questo caso, sulla riqualificazione degli spazi pubblici dellintera città. Non bisogna per forza comprare; si può anche solo guardare e, piacevolmente, passare.
La carta didentità del progetto
Cronologia: progetto 2009, cantiere ottobre 2009 – marzo 2012 Superfici: 4.989 mq (utile coperta), 2.571 mq (spazi pubblici aperti) Committente: Comune di Reggio Emilia Progetto architettonico e direzione artistica: Corvino+Multari Progetto illuminotecnico: Mario Nanni Strutture: ErreCi Ingegneri Associati Impianti meccanici: Temoprogetti Impianti elettrici: Progetec Foto: Kai Uwe Schulte Bunert
Materiali e aziende. Pavimenti in grès: Casalgrande Padana; fornitura dei calcestruzzi: Cmr; realizzazione coperture in legno e frangisole: Dadolegno; serramenti esterni, copertura galleria, copertura foyer: Dtfer; ascensore: Kone; illuminazione: Viabizzuno; panchina «Salina xxl»: Modo.




















