Altra proroga per i «copiatori»
Dopo il tentativo fallito lestate scorsa, in Parlamento si torna a parlare di tutela autoristica del design classico. Il 19 gennaio, infatti, le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento al disegno di legge di conversione del c.d. «Decreto Milleproroghe», che modifica nuovamente il famoso articolo 239 del Codice della proprietà industriale. Lemendamento, proposto dal deputato aretino Rolando Nannicini, prevede una proroga di altri dieci anni a favore di quelle aziende che producono copie. In sostanza, se lemendamento dovesse passare, le aziende produttrici (perlopiù stabilite in Toscana) che da anni copiano opere tutelate dal diritto dautore, potrebbero continuare a farlo fino al 2016. La ragione addotta a sostegno della «riforma» è quella di temperare gli effetti dellintroduzione nel nostro ordinamento della tutela autoristica sul design classico, garantendo il tempo necessario a ristrutturare la produzione, alle aziende che avevano fatto affidamento sulla possibilità di produrre questi pezzi. I titolari dei diritti (che dal 2001 assistono al susseguirsi di proroghe dellesenzione) daranno sicuramente battaglia a questo ulteriore tentativo di modifica soprattutto alla luce del fatto che, dal gennaio scorso, anche la Corte di giustizia dellUnione europea ha stabilito che il tempo occorrente per ristrutturare la produzione è di gran lunga inferiore a dieci anni. Il Milleproroghe, già approvato dalla Camera, è attualmente allesame del Senato. Federico Aloisi (Trevisan & Cuonzo avvocati)
Ma cè chi dice basta…
Intanto, l1 febbraio. Adi e Fondazione Adi, insieme ad aziende di design e Confindustria, Assarredo, Assoluce, Fondazione Altagamma, Indicam (Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione), Cnac (Centro studi anticontraffazione), Commissione tematica design Cnac, Consiglio nazionale anticontraffazione, Fondazione Valore Italia, si sono opposti alla richiesta di proroga contenuta nel decreto organizzando uniniziativa dal titolo «Basta proroghe a chi copia! », svoltasi nella sede milanese dellAdi.
… e chi vuole abolire la proprietà intellettuale
«Abolire la proprietà intellettuale» è il provocatorio titolo del volume di Michele Boldrin e David K. Levine appena tradotto da Laterza (pp. 256, euro 18). Gli autori sostengono la tesi della liberalizzazione creativa secondo la quale copyright e brevetti costituiscono un male inutile perché non generano maggiore innovazione, ma solo ostacoli alla diffusione delle idee.
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