Il 10 agosto Christine Murray, della rivista «Building Design», ha chiesto ad alcuni critici di spicco un commento sullarchitettura delle città inglesi e sul perché la Gran Bretagna è in fiamme.
Joseph Rykwert. Le città istigano i tumulti e riunire la gente in riserve di aggressività sociale a più piani non aiuta: se non avessimo le partite di football e di rugby per liberare, sia pur caoticamente, laggressività, ce ne sarebbero molti di più, anche se i tumulti sono sempre scatenati da eventi precisi. Lattuale?anomia?degli incappucciati è stata alimentata dallo spettacolo delle cospicue gratifiche ai potenti che ha accompagnato il discorso sui tagli «per tutti», come anche dalla consapevolezza che la polizia era tra i servizi pubblici destinati a essere mutilati (oltre a parchi e centri giovanili), cosa che ha inevitabilmente demoralizzato. E la scintilla è stata una sparatoria della polizia finita male. Rinchiudere gli incappucciati spaventati in carceri sovraffollate non risolverà il problema. Dobbiamo pensare alledilizia popolare e a spazi pubblici, e in fretta.?
Richard Sennett. I tumulti erano fin troppo prevedibili: una generazione di giovani poveri senza futuro diventa una polveriera. I tumulti britannici somigliano a quelli che hanno colpito la Francia nellultimo decennio per un aspetto: si verificano dove vivono i disperati, non sono tumulti politici che colpiscono i centri del potere. Il risultato è che le principali vittime sono i vicini.?
Jeremy Till. Almeno stavolta, comè successo per i tumulti di Broadwater, nessuno ha dato la colpa agli architetti. E sarebbe stato assurdo perché (citando George Simmel) la città non è unentità spaziale con conseguenze sociologiche, ma unentità sociologica formata in maniera spaziale. Qui i tumulti rappresentano nello spazio anni di escalation dingiustizia sociale. Per questo, quando su Twitter sinvita alla reintroduzione di Jane Jacobs impallidisco (perché lo spazio non è la soluzione, è solo il sintomo), e quando i conservatori parlano di «pura e semplice» criminalità minfurio (perché è unimplicita negazione delle loro responsabilità politiche). Una via duscita? Agire sulla Grande transizione della New Economic Foundation.?
Alain de Botton. Si tende a distinguere la violenza contro le persone (molto grave) dalla violenza contro la proprietà (non così terribile). In questi tumulti, però, emerge come sia oltraggioso vedere gli edifici in fiamme perché questo è il simbolo della distruzione delle speranze e degli sforzi di quanti si sono battuti per costruirli e preservarli. Non sono solo i soldi a bruciare, è lo spirito della civiltà.?
Robert Tavernor. I tumulti di Londra ci ricordano con forza che le città sono per le persone, che le persone fanno le città. Le città poggiano su un equilibrio sociale precario che può essere distrutto dagli irresponsabili. Adesso sono essenziali la leadership e un buon piano dazione.
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