Presentare un raffronto in termini economici delle collezioni di design promosse dalle gallerie è unindagine complessa: si tratta di prezzi che si muovono su scale di valore difficili da comparare (basti pensare alla diversità di tipologie, lavorazioni, materiali, tecnologie e finiture). Tuttavia, ci sembra interessante esporre un caso studio esemplificativo. Si tratta di alcuni degli oggetti esposti durante la mostra «Hit the nail on the head. Okay Studio and Friends» (a cura di William Figliola e Luana Marmo), organizzata lo scorso inverno dalla Galleria Novalis Fine Arts di Torino (www.novalisfinearts.com). Realtà emergente, ma che vanta una consolidata tradizione nel campo dellarte, promuove nuovi talenti del design contemporaneo. Obiettivo della mostra era presentare «una visione non convenzionale del design e sul design stesso; guardare alloggetto duso come ad unopera darte, emozionandoci ed emozionando». I 25 pezzi selezionati per loccasione erano opere del collettivo Okay Studio, gruppo di giovani emergenti che condividono non soltanto uno spazio fisico nella capitale inglese, quanto piuttosto il background educativo e soprattutto le idee competitive. A incidere sul valore di questi oggetti è una serie molto complessa di fattori, tra cui si possono rintracciare alcuni requisiti di base: se si tratta di prototipi, di pezzi unici o di serie numerate.
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