Nei prossimi tre anni tre nuovi comparti ospedalieri saranno completati a Perth, Brisbane e Melbourne. La prima rete di ospedali dellAustralia risale agli anni cinquanta e la loro ristrutturazione non era più sufficiente a causa dellaumento e del progressivo invecchiamento della popolazione, con la conseguente richiesta di posti letto e cure sempre più specialistiche e costose. Tra il 2003 e il 2005 i governi locali hanno deciso di finanziare le opere ricorrendo a partnership tra stato e consorzi temporanei di professionisti: architetti, specialisti nella pianificazione ospedaliera e costruttori. Tali strutture, seppur pubbliche, sono supportate da società private con competenze tecniche specifiche nella gestione di servizi non clinici.
Il Fiona Stanley Hospital è un caso esemplare. Nato quindici anni fa da un accordo bipartisan che trasferì i capitali necessari in fondi dinvestimento molto prima che il progetto nascesse, diventerà uno degli ospedali tecnologicamente più avanzati, dove carrelli robotizzati trasporteranno biancheria e medicinali nelle corsie. Attualmente la costruzione di un ospedale coinvolge livelli ulteriori rispetto a quello progettuale. Esistono molte variabili da considerare per migliorare le condizioni dellutenza. In primo luogo il wayfinding ovvero la riconoscibilità dei percorsi, di emergenza e non, che conducono allospedale, nonché i flussi che sincrociano al suo interno (personale sanitario, pazienti, visitatori). Fondamentale la ricerca di punti di accesso sempre ben visibili e di ampi spazi di «confluenza», corti interne da cui smistare i diversi percorsi.
Laltra caratteristica che accomuna i tre interventi è lEvidence based design (Ebd). Derivato dallEvidence based medicine, lEbd affronta la progettazione degli spazi analizzando i reali bisogni dellutenza. Nel caso specifico degli ospedali, la scelta dei materiali, la flessibilità degli spazi, lutilizzo di ampie aree verdi nelle corti interne, diventano fattori utili a migliorare la qualità di vita del paziente. LEbd cerca di avvicinare la ricerca al design, unendo i migliori risultati di entrambi per avere ospedali più flessibili, riducendo i costi ove possibile. Ogni scelta del progettista viene fatta dopo aver valutato lesperienza di professionisti del settore, dai chirurghi alle infermiere, per capirne le necessità quotidiane e correggere i difetti del tradizionale modello ospedaliero.
(Visited 71 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Speciale Giornata mondiale dell’acqua 2026 15 Aprile 2026
- Nuovi, celebrati, già demoliti. La strana parabola dei parcheggi di Christian Kerez 14 Aprile 2026
- Quo vadis architetto? Antoni Gaudí, visioni tra passato e futuro 14 Aprile 2026
- Mario Carrieri (1932-2026) 14 Aprile 2026
- Il concorso per il Corso. Vicenza e l’ex Cinema, futuro hub culturale 11 Aprile 2026
- Ritratti di città. Jakarta, capitale (la più grande) che affonda 11 Aprile 2026
- Vivere sul confine. Dove una linea divide le case, e una biblioteca unica 8 Aprile 2026
- Lella e Massimo Vignelli, la chiarezza di traiettorie trasversali 8 Aprile 2026
- DDL sul Codice edilizia, i rischi nelle osservazioni dell’INU 8 Aprile 2026
- Torino, un Piano di regole, ma soprattutto di governo 7 Aprile 2026
- Libri (esigenti e provocatori) per capire l’Italia 6 Aprile 2026
- Maxxi, laboratorio urbano in continuo adattamento 5 Aprile 2026
- Progetti e conflitti: a Bologna il caso MUBA. Ma non è il solo 1 Aprile 2026
- Ennio Brion (1940-2026) 1 Aprile 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata





















