Tra il 1932 e il 1934 Angiolo Mazzoni del Grande progettava la ricevitoria postale allinterno del coevo piano urbanistico elaborato da Luigi Piccinato, Gino Cancellotti, Eugenio Montuori e Alfredo Scalpelli. Dopo circa 80 anni ledificio di proprietà comunale è stato oggetto di un attento restauro realizzato dal Comune (team di progettisti composto da Alessandro Catani, Vincenzo DArcangelo, Luigi Prisco e Luisella Taviano, direzione lavori di Pier Luigi Milone) con il sostegno della Regione Lazio e la collaborazione del ministero per i Beni e le attività culturali.
Le Poste di Sabaudia rappresentano uninteressante opera e sinseriscono allinterno del vorticoso percorso futurista a cui Mazzoni aveva aderito nel 1933. Si tratta di un edificio elegantemente articolato, rialzato mediante una scalinata e caratterizzato da un rivestimento mosaicato con tessere blu Savoia di differenti tonalità: un effetto cromatico che garantisce una percezione dinamica del volume, riequilibrata da finiture più severe come le cornici e le soglie in marmo rosso di Siena o le robuste grate di ferro in rosso vermiglio. La connotazione aerodinamica, espressa in tutti i progetti di Mazzoni, è qui sottolineata dalla forte orizzontalità della struttura e dallaggettante cornicione.
Questi paradigmi progettuali nonché le strette relazioni tra spazi esterni e interni sono solo alcuni dei punti cardine valorizzati mediante il progetto di restauro filologico. Lintervento (1.277.388 euro) ha richiesto approfondite ricerche sulle fonti, nonché specifiche analisi su materiali e strutture. Un capitolo rilevante ha riguardato la scelta della destinazione duso che ha privilegiato la multifunzionalità culturale. Unoccasione per valorizzare anche una parte della città offrendo alla comunità spazi dinterazione, nonché dinquadrare lintervento entro un sistema di marketing territoriale collegato al Parco nazionale del Circeo.
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