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Scritto da: Città e Territorio

Le città cercano di andare oltre la crisi

Livorno. La misura della distanza tra la consapevolezza dei bisogni sociali che filtra dagli interventi introduttivi di Vittorio Cogliati Dezza (presidente di Legambiente) o Marco Filippeschi (Presidente di Legautonomie) e il mondo politico che guida il paese sta nelle parole del presidente del Cnappc Leopoldo Freyrie: «ci si aspetta molto poco dal mondo politico, ormai ingarbugliato in un mondo tutto suo». Riuscirà il XXVII convegno nazionale dell’INU a segnare un nuovo punto di svolta? Dopo quindici anni di lavoro dedicati all’evoluzione della concezione dei piani, scissi tra strategici e operativi, l’attenzione viene ora concentrata sulla «Città oltre la crisi. Risorse, governo, welfare»: risorse per le città in crisi e per oltrepassare la crisi, modelli di governo del territorio e cittadinanza senza welfare. segue da pag. 1
Oscillando tra le visioni senza scampo di Lorenzo Bellicini (direttore del Cresme), che mitraglia l’auditorio con dati a raffica ed efficaci slides dopo le quali ci si chiede se non valga le pena cambiare mestiere, e la visione da outsider di Luca Gaggioli che sta testando una via d’uscita alla questione della rendita fondiaria (vedi box), il documento finale dell’assemblea individua alcuni spunti di riflessione per i quali elaborare nuove strategie.

Le risorse
L’Inu sottolinea come le risorse della città debbano servire per la sua gestione, mentre oneri di costruzione e contributi devono essere destinati all’incremento e ai rinnovi delle dotazioni urbane, legando tra loro entrate e uscite, rendendo esplicito ai cittadini il loro utilizzo. Ulteriori risorse possono provenire dal prelievo del surplus fondiario; infine deve essere sviluppata una vera autonomia fiscale delle città, coadiuvata dal sostegno statale e regionale per il trasporto di massa sostenibile, dall’edilizia residenziale sociale e dalla riqualificazione urbana alternativa al continuo consumo di suolo.

Rinnovare la governance
Restituire alla cittadinanza un ruolo attivo nella pianificazione, attraverso la partecipazione e l’evidenza pubblica, sperimentando nuove forme di piano e reimpostando i patti cooperativi, riducendo i margini di opache mediazioni politiche. L’Inu inoltre invoca l’apertura federale a un «Progetto paese» che sia consapevole delle scarsità delle risorse territoriali e dell’essenzialità dei beni pubblici territoriali.

Il welfare urbano
Un progetto pubblico di rigenerazione urbana che consideri il patrimonio immobiliare collettivo e un’offerta residenziale pubblica come leva per il rilancio del settore edilizio. Questi possono essere i due meccanismi operativi da cui partire per elaborare delle strategie che, puntando alla costruzione di nuove forme di community welfare, defini­scano una coesione sociale urbana che passi attraverso l’integrazione della popolazione di recente immigrazione, la concen­trazione della dispersione scolastica e l’introduzione d’incentivi all’occupazione giovanile.
La ricostruzione dell’Aquila
L’Inu sviluppa anche una riflessione critica nei confronti della ricostruzione abruzzese, prendendo atto del fallimento della governance e dell’assenza di quegli atti pianificatori necessari per la ricostruzione. Per questo, chiede al mondo politico un ribaltamento della prassi che ha condotto all’attuale situazione di stallo.

A margine
La presentazione del quinto Rapporto sul territorio (vedi box); il lancio di 150 pagine di urbanistica italiana (a cura di Patrizia Gabellini), volume che raccoglierà 150 anni di storia nazionale attraverso altrettante schede e che verrà presentato alla IX Biennale delle città e degli urbanisti europei (in programma a Genova dal 14 al 17 settembre); in ultimo è stata profonda la commozione al momento della consegna del Premio Inu alla carriera 2011 alla memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica (Salerno) assassinato nel settembre scorso per la sua lotta contro lo scempio del territorio.

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Last modified: 10 Luglio 2015