La possibilità di unarchitettura realizzata con elementi modulari, universali, replicabili e di matrice industriale ha accompagnato da sempre il pensiero di alcuni grandi maestri contemporanei, sia per i vantaggi tecnici che questo tipo di approccio può garantire, sia per le ricadute ideali che esso comporta: attraverso la modularità possono essere infatti garantite condizioni di equità spaziale, mentre la facilità di montaggio consente limpiego in vari contesti. Un pensiero che ha sostanziato ad esempio limpegno di Jean Prouvé, rimasto di stimolo per una ricerca tuttora presente.
Lutopia universale che larchitettura per sua complessità non ha avuto modo di realizzare è stata invece resa possibile dalle necessità del mondo mercantile: il container è, in un certo senso, ununità di misura spaziale universalmente riconosciuta. Ed è su questi contenitori per merci da trasformare nellunità architettonica «spazio» che oggi si è spostata parte dellanalisi sui sistemi modulari. Uno studio giustificato dalla consapevolezza che questi cassoni che hanno rivoluzionato gli scambi mercantili, facilitando il trasporto intermodale, sono universalmente disponibili. In diversi contesti è stato quindi sviluppato un loro utilizzo versatile con misure standard (2,438 x 12,192 m): residenze, scuole, centri culturali, luoghi per il commercio, caffetterie.
Nella maggior parte dei progetti la scelta dei container trova ispirazione dalla situazione stessa, come ad esempio in Sudan, in cui laccatastamento dei cassoni adiacente al cantiere ne suggerisce il recupero; in altri il riferimento al luogo è ancora più forte perché parte costituente dellimmaginario urbano in cui il progetto interviene, come ad esempio a Le Havre o a Ravenna, in cui la vicinanza della città mercantile portuale ha suggerito di trasformare la memoria di quella visione in spazio animato di utilizzo quotidiano.
Lo studio Lot-Ek ha invece fatto delluso dei container uno dei caratteri distintivi della propria attività: negli interventi realizzati, infatti, gli elementi industriali aggregati in modo diverso a seconda della destinazione funzionale, sono inseriti nel contesto urbano come oggetti segnaletici (o come elegante landmark urbano reversibile nel caso della Platoon Kunsthalle degli studi Graft e Urbantainer). Per tutti vale il concetto del riutilizzo di una materia prima industriale e lopportunità di un sistema costruttivo a secco, senza quindi ulteriore spreco di risorse; vantaggi non trascurabili se si considera la sempre crescente incombenza delle problematiche di sostenibilità ambientale.
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