«Lopera delluomo è unopera un po particolare, è unopera di dominio e di rispetto, nello stesso tempo, della natura: o noi riusciamo a rispettare la natura e a dominarla, o non faremo né luna né laltra cosa»: sono parole di Ludovico Quaroni, trascritte nel 1971 a Messina durante una conferenza sulla questione dellattraversamento stabile dello Stretto. In poco meno di nove mesi la Società Stretto di Messina ha ricevuto dal Contraente generale il progetto definitivo, redatto dalla danese Cowi A/S Engineering, a cui si era dato avvio nellaprile 2010. Eurolink ha anche completato, tramite affidatari, indagini topografiche e geognostiche davanguardia: i sondaggi, con il congelamento di una zona di terreno alla profondità di 35 m, per il prelievo di campioni indisturbati; la prospezione geotomografica sismica ad alta risoluzione per ricostruire la stratigrafia del terreno fino alla profondità di 100 m; lavvio del monitoraggio ambientale ante operam con linstallazione di 60 centraline per il monitoraggio dellaria, 60 pozzi di controllo delle acque sotterranee, 150 sonde inclinometriche per la verifica geomorfologica del territorio. Il progetto definitivo comprende, oltre al ponte, 40 km di raccordi stradali e ferroviari, ascrivibili alle imprese di Eurolink, e la progettazione, affidata a Daniel Libeskind, di una serie di opere territoriali connesse allesistenza dellinfrastruttura e, in primis, alla cosiddetta «variante di Cannitello» (i cui lavori dovrebbe essere completati entro lestate): la deviazione della linea ferroviaria tirrenica e il suo progressivo interramento, tesi a risolvere le interferenze coi prossimi cantieri e a rendere disponibili 4 km di waterfront tra Villa San Giovanni e Santa Trada. Entro fine 2011 (fonte: Stretto di Messina Spa) verranno aperti i cantieri e strutturata loperazione finanziaria nellambito del project financing. «Limportante», nelle parole di Quaroni, «è fare, non avere paura di fare, perché quando si ha paura di fare allora è proprio il momento in cui noi avremo il più brutto ponte del mondo e la peggiore distruzione del territorio da esso attraversato».
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