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Davide BorsaScritto da: Inchieste

La Cuccagna oasi di resistenza

Due terzi dei lavori sono completati, ma manca ancora più di 1 milione di euro (ne sono stati spesi già più di 2 per un costo complessivo di 3,5) per riqualificare e rendere operativo un gioiello dell’edilizia minore rurale lombarda, con i suoi orti e le sue corti miracolosamente sopravvissuti (200 mq di superficie di pertinenza), racchiusi nella cortina dei condomini della città. L’antica Cascina Cuccagna, dove tra Sei e Settecento i Padri Fatebenefratelli coltivavano le erbe officinali per l’Ospedale Maggiore, dal XIX secolo ha ospitato artigiani, commercianti e una famosa osteria. Divenuta proprietà del Comune nel 1984, 10 anni dopo è dichiarata inagibile; gli abitanti del quartiere iniziano a raccogliere firme e a stendere un progetto per il riuso degli spazi. Nel 2006 il Consorzio cantiere Cuccagna vince il bando pubblico per l’assegnazione degli spazi per 20 anni con obbligo di restauro, e infine nel 2007 il Progetto Cuccagna ottiene 75.000 euro dalla Fondazione Cariplo, con la presentazione di un progetto firmato da Marco Dezzi Bardeschi, cui seguono poi altri contributi di Regione, Mapei, BTicino, Fondazione Banca del Monte di Lombardia.
Miracolosamente scampata al boom edilizio e alla valorizzazione speculativa delle «conversioni» perché fuori dal quadrilatero per gli appetiti di banche e stilisti, la cascina viene salvata dall’affetto degli abitanti del quartiere. Rimboccandosi le maniche (e versando per giunta un cospicuo affitto al Comune), l’associazione culturale Cooperativa Cuccagna si è posta l’ambizioso traguardo di consegnare un vero e proprio museo-laboratorio culturale del territorio e della cultura agricola lombarda.  «Certamente», ci confida con una punta di rincrescimento il presidente del consorzio Sergio Bonriposi, «ci si aspettava una maggiore attenzione e sensibilità da parte del Comune, anche a fronte della trasformazione, promossa dal progetto Cascine Expo 2015 (di cui cascina Cuccagna è parte), di un sistema di luoghi polifunzionali dedicati all’agricoltura, all’alimentazione e alla cura del territorio». Stupisce questa indifferenza, tanto più associata all’elogio sperticato della libera iniziativa, quando però, siamo ancora lontani dalla promozione di un’effettiva cultura della cooperazione, anche attraverso strumenti di defiscalizzazione e semplificazione. I lavori, che hanno seguito il principio del minimo intervento e dello scrupoloso rispetto «archeologico» delle aggiunte e delle tracce storiche, ha conseguito lo straordinario risultato di trasformare ogni dettaglio dell’immobile in un racconto denso di emozionanti scoperte. La raccolta fondi prosegue per terminare l’impresa. www.cuccagna.org

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Last modified: 13 Luglio 2015