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Scritto da: Città e Territorio

A Bolzano, una strada senza uscita e il no al fotovoltaico su aree libere

Il Tar di Bolzano ha sospeso il cantiere di una strada tra Passo Juel e la malga Antersasc, nel parco naturale Puez-Odle collocato tra Ortisei, Corvara e Badia, proprio al centro di uno dei siti Unesco. La carrozzabile, lunga 2 km e larga 2,5 m, è definita dai molti detrattori, associazioni ambientaliste in testa, «una ferita per le Dolomiti». Nei mesi scorsi la giunta provinciale, nonostante il parere negativo della Commissione ambiente, aveva approvato il progetto, motivando la decisione con la volontà di arginare lo spopolamento grazie a nuove infrastrutture. Secondo altre fonti, la strada avrebbe potuto essere il pretesto per realizzare un futuro albergo: tutto da rifare, in ogni caso.
«I pannelli vanno installati sulle coperture, il paesaggio è troppo prezioso per un suo utilizzo su larga scala», sottolinea l’assessore provinciale Michl Laimer. Il nuovo quadro è dato dal regolamento di esecuzione della legge provinciale urbanistica che disciplina la realizzazione d’impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L’installazione di pannelli è ammessa nei centri storici previa autorizzazione; nelle zone produttive la posa è ammessa anche inclinata, senza limitazione, sui tetti piani e verdi; nelle zone agricole (così come nei prati, pascoli alberati, bosco) è ammessa solo per il proprio fabbisogno e in ogni caso solo parallelamente al tetto o alle facciate.

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Last modified: 13 Luglio 2015