PESCARA. Una questione lunga 20 anni. Risale al 1992 il progetto di recupero dellex tracciato ferroviario (ora spostato più a monte, in soprelevato), con lobiettivo di disporre di un percorso verde dedicato a pedoni, bici e a un mezzo veloce a impatto zero (un bus su gomma a propulsione elettrica) in grado di collegare larea metropolitana nel tratto di circa 30 km che va da Silvi (Teramo) a Francavilla (Chieti) passando per Pescara. Bacino dutenza stimato: 250.000 persone.
Dalle battute iniziali, tavoli tecnici, conferenze di servizi e protocolli dintesa, attraverso i più svariati progetti (sopraelevate, monorotaia, tapis roulant, ecc.), poco si è mosso, ma a mutare decisamente è il valore che la gente ha man mano attribuito alla «strada-parco» che negli anni si è trasformata in un aggregatore sociale, luogo per eccellenza dellattraversamento urbano, del passeggio e delle attività sportive.
Finanziato con fondi Cipe nel 1995, e solo nel 2006 appaltato alla Balfour Beatty (multinazionale inglese leader nellinfrastructures services), il progetto, di cui per ora sono stati realizzati appena gli 8 km del primo dei cinque lotti previsti, ha visto alla fine di settembre lapertura dei cantieri per lelettrificazione, e intanto esplode la protesta di chi da anni contesta lopera.
Le ragioni del no riguardano i timori (piuttosto infondati) di svalutazione degli immobili, la scarsa trasparenza nella gestione dellopera (il progetto esecutivo è ancora segreto!), lassenza di documentazione, a partire dalla Via mai redatta. Unobiezione, questultima, a cui la stazione appaltante Gtm (Gestione trasporti metropolitani) risponde che non si rende necessaria essendo il tracciato privo di rotaie. Inoltre, paiono elevati i costi (31 milioni per il solo primo lotto), tanto che lAutorità di vigilanza sui Contratti pubblici ha aperto unistruttoria; e ancora, si rileva il presunto conflitto dinteressi del presidente della Gtm, al contempo titolare dellagenzia pubblicitaria che promuoverà il nuovo mezzo. Infine, il piano finanziario: una gestione in attivo prevede unutenza giornaliera di 20.000 persone, ma la cifra è plausibile solo a opera completata.
Le ragioni del sì riguardano invece lalleggerimento del traffico privato, lagevolazione dello spostamento pendolare (130.000 i veicoli quotidianamente in entrata), la realizzazione di parcheggi di scambio (in parte già costruiti), lecosostenibilità del mezzo e, non ultima, limplementazione delle piste ciclabile e pedonale, in parte già presenti, parallele al tracciato.
A metà ottobre si è svolto lincontro tra Comune, Gtm e Rfi per trovare unintesa circa la progettazione del secondo lotto, che consentirebbe così alla filovia di giungere a sud, fino al Tribunale. Intanto Gtm ribadisce la volontà del ministro delle infrastrutture Matteoli di finanziare in tempi brevissimi il secondo cantiere, da aprirsi in contemporanea alla prosecuzione del primo.
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