Nel cuore delle Langhe, fra colline e filari che si perdono a vista docchio, il 12 settembre è stato inaugurato WiMu, il nuovo Wine Museum ricavato nel castello dei marchesi Falletti. Articolato in 25 sale su quattro piani per un totale di 2.000 mq espositivi, è dedicato alla cultura e alle tradizioni vinicole e sorge nel piccolo paese del cuneese che ha dato i natali al famoso vino Barolo.
Lallestimento, curato dal francese François Confino, si snoda tra evocazioni e suggestioni, tra mito e realtà. Il percorso espositivo parte dal terzo piano, dove le intuizioni di Confino sono più evidenti e dove vengono descritti i tempi del vino: buio e luce si alternano nei cicli delle stagioni e dagli albori della creazione si giunge ai giorni nostri, dove la qualità del terreno e la fatica delluomo scandiscono i gesti della vendemmia. Il secondo piano è dedicato al vino nella storia e nelle arti, in cui si avverte leterno dualismo tra passato e presente, tradizione e innovazione. Il piano nobile rievoca invece la storia del castello e la nascita del Barolo. Dopo il vino celebrato e raccontato, si scende al piano interrato dove, nel «tempio dellenoturista», hanno sede lEnoteca regionale del Barolo e unarea didattica interattiva. Nonostante si decanti il vino in ogni sua forma, non si parla in modo didascalico di vendemmie, tannini e retrogusti: come afferma lo stesso Confino, «il museo non è dedicato esclusivamente agli esperti, ma è un luogo in cui tutti possono conoscere ed apprezzare il vino attraverso un punto di vista diverso e innovativo, che ne permetta una visione globale e mondiale».
WiMu è nato dallaccordo tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune e Unione dei Comuni «Colline di Langa e del Barolo». Nel 2003 è stato siglato lo studio di fattibilità e nel 2004 laccordo programmatico tra Regione e Provincia. A fine 2007 sono iniziati gli allestimenti, per un costo complessivo di 7 milioni, mentre allinizio del 2011 saranno inaugurate ulteriori sale espositive al piano interrato.
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