«La città-regione Venezia, che comprende la totalità delle province di Venezia, Padova e Treviso, la laguna e il suo arcipelago di 117 isole, è una delle maggiori economie italiane e tra le aree più dinamiche e produttive dEuropa. La sua popolazione è più ricca della media della popolazione italiana, con un Pil pro capite (pari a 32.941 dollari) paragonabile a quello di Toronto o Barcellona, che si colloca però sotto la media Ocse. Tuttavia la città-regione Venezia sta recuperando velocemente. Rispetto ad altre regioni metropolitane Ocse, il tasso di crescita economica della città-regione Venezia può essere comparato a quello di Londra, Stoccolma e Houston, collocandola tra i primi dieci posti in Europa. Il suo tasso annuale di crescita economica (attorno al 3%) è superiore del 50% rispetto alla media delle regioni metropolitane Ocse; tra il 1995 e il 2005 il tasso di crescita è stato tre volte superiore a quello della Randstad in Olanda e di città high-tech come Seattle. Tale crescita economica è stata alimentata da un aumento della produttività. Nonostante i livelli di produttività del lavoro della città-regione siano ancora inferiori del 4% rispetto alla media delle regioni metropolitane Ocse, sono comunque paragonabili a quelli di Francoforte, Londra, Monaco e Tokyo. La produttività media annuale (nel periodo 1995-2005) cresce a una velocità doppia rispetto a quella di Stoccolma, e a una velocità tripla rispetto a quella di New York. La città-regione Venezia è stata dunque in grado di ridurre la distanza tra i propri livelli di produttività e i livelli medi di una regione metropolitana a solo un terzo rispetto al 1995».
Questo è il primo ritratto che il rapporto Ocse (pubblicato quando????) offre sulla città-regione di Venezia, un territorio che genera circa un quarto dell’export nazionale e che in virtù di questo suo potenziale ha dovuto reagire ai profondi cambiamenti dell’economia globale, intervenendo sui processi produttivi e stabilendo nuove strategie di mercato.
Nel processo di dissoluzione/trasformazione dellultimo decennio, i distretti hanno lasciato una traccia evolutiva nei settori dellingegno progettuale e dellapporto culturale. Smaterializzato nella sua dimensione spaziale, il distretto si è ricomposto per materie, sia nel settore scientifico-tecnologico che in quello culturale evoluto. Nel primo il Veneto sale al sesto posto in Europa per numero di addetti, prima di molte zone della Germania, e il Nord Est si colloca avanti rispetto alla regione di Londra; nel secondo conferma il primato mondiale di Venezia.
Territorialmente questo processo si condensa in una nuova città che trova il suo centro motore nel nucleo territoriale delle provincie di Padova-Venezia-Treviso, ambito che si va innervando dinfrastrutture di dimensione metropolitana e la cui mera perimetrazione amministrativa è fuorviante. Più realistica è lespressione geografica individuata nella figura geometrica di un esagono i cui vertici corrispondono ai nuclei urbani di Chioggia, Padova, Castelfranco, Treviso, San Donà e Mestre. Rispetto a questa area la città storica di Venezia è sia matrice che complemento: appare come un elemento di una città complessa, tanto quanto lo è la struttura storica di Amsterdam rispetto alla Randstad olandese. Anche la «città-anello» veneta non ha un centro, ma diversi luoghi di evoluzione dellantica civiltà veneziana che producono forti categorizzazioni lungo lanello: unarea portuale industriale, un aeroporto intercontinentale, un luogo delle funzioni di governo e amministrative, una diffusa presenza di piccole e medie imprese nel contorno, un ambito culturale mondiale, un luogo del design e della moda, un sistema universitario di rilievo e un cuore agricolo ancora di un certo rilievo, a cui si aggiungerà tra poco un globale sistema di difesa a mare (Mose). E intanto la trama dei collegamenti interni è improvvisamente sbocciata in tre autostrade urbane con i relativi caselli, in un sistema ferroviario metropolitano a cinque linee e in una viabilità minore che, esaurito il sistema delle tangenziali urbane, sta completando lintreccio extraurbano (cfr. Giuliano Segre, Una nuova lettura di Venezia, presentazione della traduzione italiana del Rapporto Ocse).
Il Rapporto Ocse si chiude offrendo al sistema di governo della città-regione di Venezia le sue Valutazioni e raccomandazioni, illustrandole in termini di «sfide per la competitività»:
– sviluppo della capacità dinnovazione e potenziamento dellinclusione nel mercato del lavoro
– miglioramento della mobilità e dei collegamenti tra Padova, Venezia e Treviso
– riconoscimento e integrazione di una sensibilità ambientale allinterno della linea politica
– creazione di una governance metropolitana.
In conclusione, un intervento pubblico efficace deve dipendere da un sistema di governance metropolitano che sia in grado di dedicare risorse a questi problemi, affrontandoli in modo sistematico e coordinato.
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