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Roberta ChionneScritto da: Professione e Formazione

Strutture in bambù italiano

Nell’ambito di un workshop organizzato dal gruppo di lavoro AkØ (Architettura a chilometro zero) sotto la guida dell’architetto Stefan Pollak, 30 studenti, professionisti e cittadini interessati provenienti da tutta Italia, Inghilterra e Perù hanno costruito lo scorso settembre, in poco più di una settimana, un padiglione coperto da un guscio reticolare in bambù nel comune di Roccamontepiano (Chieti). La struttura, che potrà essere utilizzata per lo svolgimento di piccoli eventi ricreativi e culturali, si inserisce in un’indagine sperimentale promossa dal Dipartimento di Progettazione e Studio dell’Architettura dell’Università di Roma Tre in collaborazione con l’Associazione Italiana Bambù e altre associazioni promotrici dell’architettura naturale. Il materiale è stato donato da coltivatori di bambù in Toscana e lavorato direttamente in cantiere insieme ad altri materiali naturali quali elementi lignei e basamento in terra cruda, che alludono a nuove modalità di utilizzo di tecniche localmente diffuse, come le murature in massone (cob). La costruzione è un’evoluzione del sistema Domocaña, sviluppato dall’ingegnere peruviano Raquel Barrionuevo dell’Universidad Nacional de Ingegniería di Lima.

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Last modified: 13 Luglio 2015