Sembra una tautologia, unovvietà. Venezia è da secoli capitale della cultura, dal Quattrocento almeno, lo è stata nellarte (soprattutto nella pittura) e nellarchitettura, nelle lettere e nelleditoria, nelle scienze e nella tecnologia, nella musica e nel teatro e poi, avvicinandosi a noi, anche nel cinema. Centro internazionale dincontri e scambi nella luce solare del Rinascimento e di nuovo in quella umbratile e crepuscolare di un lunghissimo Novecento, ma anche vetrina, palcoscenico, passerella dove tutti potevano riconoscere il bello, il vero e anche il nuovo.
Perché mai ora, nel primo secolo del terzo millennio che è anche terzo per la storia civile veneziana, è necessario restituirle questinsegna che le appartiene da secoli?
Il Moderno è subito apparso come incompatibile con la città insulare, estraneo al suo destino. Lincontro con lindustrializzazione, soprattutto quella pesante, «di base», metallurgica e chimica, alla fine si è rivelato devastante, mentre soltanto infelice si è rivelato quello con lattività manifatturiera, meno invasiva.
Così per tutto il Novecento, ma già durante buona parte del secolo precedente, Venezia è vissuta ed è stata vissuta come un corpo estraneo, un gioiello prezioso ma importabile, un tesoro difficile da difendere e niente affatto spendibile.
Finalmente la Modernità è finita, la modernizzazione si è compiuta e il Novecento non cè più. Nello scenario successivo, quello post-industriale e immateriale, dove il soft prevale su qualsiasi hard, Venezia ha riscoperto lattesa e la speranza e lo ha fatto riconoscendo di appartenere innanzitutto al suo territorio, come parte di un tutto ben più grande e vitale.
Dinnanzi agli occhi di tutti il Nordest si offre ormai come ununica, quasi sconfinata megalopoli, che da Verona a Trieste si è organizzata attorno a Venezia, alla millenaria Serenissima, che come il cuore, come un orologio, batte il suo tempo finalmente ricco di autentico benessere materiale e ansioso di una nuova qualità della vita fatta di civiltà e cultura, di relazioni e sapere, di felicità e soddisfazioni.
Di questa metropoli in divenire la Capitale europea della cultura nel 2019 può essere lannuncio e linsegna, per un verso necessaria alla crescita delle sue infrastrutture e per laltro indispensabile alla sua più autentica identità.
(Visited 59 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- In difesa della città storica 24 Agosto 2026
- Come trasformare il bagno in un’oasi di relax moderna 19 Agosto 2026
- Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce 12 Agosto 2026
- Ceuta, oltre le barriere della retorica 11 Agosto 2026
- Roma selfie-scape: idee per decentrare il (troppo) turismo 9 Agosto 2026
- L’Archintruso. Il condominio galleggiante 9 Agosto 2026
- L’archiviaggio. Portogallo, case (e sogni) migranti 7 Agosto 2026
- Storie di città che sfidano se stesse 6 Agosto 2026
- Dove lavorano gli architetti oggi? Analisi del mercato in Italia 5 Agosto 2026
- Ritratti di città. Taranto, in Gioco c’è il futuro 4 Agosto 2026
- Boom data center: prime leggi, comunità divise 3 Agosto 2026
- L’integrazione dell’acqua nel workspace moderno: architettura, wellbeing e tecnologia 3 Agosto 2026
- Ritratti di città. Salerno, ritorno al futuro: meno Bilbao, più Montecarlo 1 Agosto 2026
- MoDusArchitects, progettare nella catastrofe 1 Agosto 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
città
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
Ultimi Video
[vimeo user ]28823276[/vimeo]
Articoli recenti
- In difesa della città storica 24 Agosto 2026
- Come trasformare il bagno in un’oasi di relax moderna 19 Agosto 2026
- Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce 12 Agosto 2026
- Ceuta, oltre le barriere della retorica 11 Agosto 2026
- Roma selfie-scape: idee per decentrare il (troppo) turismo 9 Agosto 2026
- L’Archintruso. Il condominio galleggiante 9 Agosto 2026
- L’archiviaggio. Portogallo, case (e sogni) migranti 7 Agosto 2026
- Storie di città che sfidano se stesse 6 Agosto 2026
- Dove lavorano gli architetti oggi? Analisi del mercato in Italia 5 Agosto 2026
- Ritratti di città. Taranto, in Gioco c’è il futuro 4 Agosto 2026
- Boom data center: prime leggi, comunità divise 3 Agosto 2026
- L’integrazione dell’acqua nel workspace moderno: architettura, wellbeing e tecnologia 3 Agosto 2026
- Ritratti di città. Salerno, ritorno al futuro: meno Bilbao, più Montecarlo 1 Agosto 2026
- MoDusArchitects, progettare nella catastrofe 1 Agosto 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata




















