bolzano. Quando ci si confronta con il capoluogo altoatesino e la sua provincia si ha sempre un po la sensazione di trovarsi su un altro pianeta. Stavolta loccasione è la presentazione pubblica, organizzata dallInu Alto Adige il 15 gennaio, del Masterplan della città. Tale strumento urbanistico cosiddetto di nuova generazione, perché di natura non prescrittiva bensì dindirizzo, prefigura la cornice strutturale e strategica entro cui dovranno agire il nuovo Piano urbanistico comunale (con durata decennale, il cui iter comincia ora), le sue eventuali varianti anticipatorie, i vari piani di settore e attuativi nonché i sistemi di vincolo. È vero che un simile approccio in Italia non è più una novità (numerose leggi urbanistiche regionali prevedono tale adempimento), ed è vero che la Giunta (uneterogenea coalizione di centrosinistra con il fondamentale apporto del Südtiroler Volkspartei) che lo ha fatto approvare in Consiglio è a fine mandato (elezioni a maggio), ma va altresì detto che, nel caso altoatesino, nessuna legge urbanistica della Provincia autonoma obbligava alla redazione del documento e che la sua prospettiva è impostata sul lungo periodo: i documenti accompagnatori recitano che il Masterplan ha durata indeterminata, secondo «un disegno che probabilmente non sarà mai attuato e che sicuramente si realizzerà per tappe». E sono già una decina i comuni dellAlto Adige che hanno preceduto il capoluogo in tal direzione. Lelaborazione del Masterplan va ascritta allUfficio di piano: un folto gruppo interdisciplinare, composto da apparati comunali (Servizio pianificazione territoriale, ufficio Mobilità, ufficio Statistica e tempi della città, ufficio Tutela dellambiente e del territorio) e da consulenti esterni, coordinato da Francesco Sbetti (Società Sistema snc). Il corposo lavoro può considerarsi lesito dellimpegno riformista di Silvano Bassetti, indimenticato assessore allUrbanistica prematuramente scomparso durante il suo secondo mandato nel 2008, la cui feconda quanto gravosa successione (compendiata nei documenti intitolati La fabbrica del piano, per la rielaborazione dellurbanistica comunale) è stata raccolta dallarchitetto Maria Chiara Pasquali. Tra le indicazioni salienti del Masterplan: la tendenza alla crescita zero della città (i due terzi del territorio comunale sono e saranno mantenuti a verde o a vigneti) puntando alla densificazione dellesistente attraverso il riuso di aree dismesse ed edifici vuoti; il piano della mobilità (con leliminazione dei flussi di attraversamento dalle zone più densamente urbanizzate grazie a un sistema di circonvallazioni, lintroduzione di linee tranviarie, il potenziamento dellattuale rete ciclabile di 50 km con ulteriori 15 da raccordare a un sistema provinciale in fieri); la razionalizzazione delle reti tecnologiche (impianti di teleriscaldamento e raffreddamento connessi a termovalorizzatori e centrali di cogenerazione); lefficienza energetica globale, puntando a sempre più elevati standard CasaClima affinché lintero agglomerato urbano sia a «saldo zero emissioni» (va ricordato che la città ha sottoscritto a Bruxelles nel 2004 il Patto dei sindaci che impegna in tal senso le municipalità, e che già ora ogni nuova costruzione a Bolzano devessere almeno certificata in classe B di CasaClima); la preservazione e valorizzazione dei sistemi paesaggistici (attraverso lindividuazione di «cunei verdi» quali limiti allespansione urbana, il potenziamento dei parchi urbani e in particolare del «parco delle rive» che raccorda i fiumi Isarco, Talvera e Adige, in gran parte già esistente, il quale trarrebbe giovamento dallipotesi di spostare in galleria il tracciato autostradale del Brennero ed eliminare o interrare la viabilità sullargine). Reticenti invece le indicazioni sul destino dellareale ferroviario, il vasto fascio di binari alle spalle della stazione, per il quale è però imminente il bando di un concorso internazionale di progettazione. È rimasto tuttavia nel cassetto il progetto «Ferroplan», anchesso dovuto a Bassetti, che prevedeva lo spostamento della stazione e leliminazione dei binari, in quanto non si è trovato laccordo con Rfi. I contrari e gli scettici parlano di «libro dei sogni». Forse. O forse è solo la consapevolezza di una città che guarda oltre i tempi brevi della politica e dei suoi immediati tornaconti, pensando allecologia urbana e alleredità territoriale e ambientale delle generazioni future.
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