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Giorgio SciancaScritto da: Reviews

Quo vadis architetto? Antoni Gaudí, visioni tra passato e futuro

Quo vadis architetto? Antoni Gaudí, visioni tra passato e futuro
L’architetto catalano e la sua Barcellona protagonisti, anche grazie ad una serie di ricorrenze, di un intenso ritorno (cinematografico) al futuro. Un percorso vario e inatteso tra 10 pellicole, nuove e storiche

 

I 100 anni dalla sua morte; la conclusione della Sagrada Familia con la stella sulla torre Jesus; la sua città capitale dell’architettura con il Congresso Mondiale degli Architetti UIA a giugno: a Barcellona si celebra Antoni Gaudí come un ritorno al futuro. 

L’architetto catalano, visionario, sperimentale, organico, venerabile, all’inizio dello scorso secolo ha immaginato il presente progettando il futuro. Il viaggio nella sua mente/laboratorio/studio è stato nel 2023 creato in realtà virtuale e presentato, e premiato, all’80° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: “Gaudí, l’atelier du divin” di Stéphane Landowski e Gaël Cabouat. È nel cinema sperimentale che si possono trovare quei legami, quelle intuizioni, quelle preveggenze che liberano dal tradizionale racconto per immagini del film di finzione e del documentario. 

Non può essere un attore tradizionale ad interpretarlo, non si possono immaginare dialoghi in catalano veritieri o immagini ricostruite con l’IA per descrivere la Barcellona dell’inizio del ‘900. Il regista Manuel Huerga ci ha provato nel 1988 con il suo “Gaudì”. Un’opera che introduce lo spettatore nel mondo del cinema in bianco e nero, muto, girato nei luoghi gaudiniani, con inserti del cinema di allora e finte interviste: sperimentale nelle inquadrature, elementare nella scelta degli attori e delle comparse, drammatico nei primi piani.

I tentativi di raccontare la vita e le opere dell’architetto catalano si sono arenati in due pellicole biografiche di poco successo. La prima nel 1960 di José Maria Argemí e la seconda nel 1974, “Una visión inacabada” (“Una visione incompiuta”), del regista americano John Alaimo.

Le sue opere a Barcellona al contrario sono un cult-set per numerose pellicole di grandi registi come Michelangelo Antonioni (“Professione: Reporter”, 1975) e Woody Allen (“Vicky Cristina Barcelona”, 2008). Park Güell, la Sagrada Família, Palau Güell, Casa Batlló, la Cripta Güell ma soprattutto la Pedrera (casa Millà).

I comignoli del tetto piano sono diventati l’emblema del Premis Gaudí, il riconoscimento assegnato annualmente dall’Accademia del Cinema Catalano per promuovere le migliori produzioni cinematografiche della regione autonoma. La Barcelona / Catalunya Film Commission aiuta le produzioni nazionali e internazionali a girare nei luoghi simbolo di una città vittima delle enormi difficoltà procurate dall’overtourism che condiziona non poco Barcellona in questi anni. Il grido di protesta di una madre e del figlio dinanzi al cantiere infinito della Sagrada Familia nel film di Ventura Pons (“Barcelona un mapa”, 2007) ne è una testimonianza. 

Ma nell’immaginario collettivo è quello il simbolo universale dell’architettura che si perpetua nel tempo e lo si percepisce bene nel giapponese “Mirai yosouzu – The Signs Of Love” (Hiroshi Chôno, 2007). Il film racconta di due studenti di architettura che troveranno il loro percorso professionale e sentimentale nel cantiere della cattedrale.

“Ciutad des sombras” (Jorge Torregrossa, 2025) è il titolo di una recente miniserie tv tratta dal libro “El verdugo de Gaudì” (Il boia di Gaudí, Aro Sáinz de la Maza, 2025). Un poliziesco noir che rivisita gli edifici gaudiniani in chiave horror per raccontare le conseguenze della bolla speculativa dell’edilizia spagnola negli anni novanta.

Nel 2021 un documentario, “La soledad di Gaudí” (Tassilo Lopez Coelho), raccontava la solitudine universale con i caratteristici archi catenari dell’architetto. Una parabola che sembra essere un manifesto della sua architettura. Una semplice e ineluttabile linea che si chiama vita.

Immagine di copertina: “Gaudi, l’atelier du divin” di Stéphane Landowski e Gaël Cabouat

 

Da vedere:

“Gaudí, l’atelier du divin”, 2023
https://www.youtube.com/watch?v=88X2oC4Oe7E

“Gaudí”, 1988
https://www.youtube.com/watch?v=zl7SgobQ_9k

“Gaudí”, 1960
https://www.youtube.com/watch?v=f9f-qvmsnpU

“Una visión inacabada”, 2009
https://www.youtube.com/watch?v=ni-vRjCXDeY

“Professione: reporter”, 1975
https://www.youtube.com/watch?v=5TCb_qIqnpY

“Barcelona (un mapa)”, 2007
https://www.youtube.com/watch?v=vQcMiizjpAU

“Vicky Cristina Barcelona”, 2008
https://www.youtube.com/watch?v=BsKSPK7QMJE

“Ciutad des sombras”, 2025
https://www.youtube.com/watch?v=aktDFkrRNug

“Mirai yosouzu – The Signs Of Love”, 2007
https://www.youtube.com/watch?v=jyt0R9s7FWs

“La soledad de Gaudì”, 2021
https://vimeo.com/428959758

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Tag: , , , , Last modified: 16 Aprile 2026