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Alessandro ColomboScritto da: Reviews

Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce

Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce
La Biennale di Venezia, l’Ordine degli architetti di Bolzano, Hearst Italia. Realtà diversissime per progetti editoriali che uniscono la forma tradizionale ad un processo di progressiva innovazione

 

Storiche o nuove di zecca, piccole o ambiziose (con piani economici importanti), focalizzate e generaliste, affiancate da portali digitali oppure no. Alla faccia di chi dice che le riviste (di carta, e di architettura) sono finite, ecco i segni di una controtendenza.

Un viaggio tra tre realtà, a loro modo complementari: l’istituzione culturale più importante che rispolvera la sua rivista dopo oltre mezzo secolo, un piccolo Ordine degli architetti di provincia che continua dopo 40 anni a parlare le diverse lingue del progetto, un grande gruppo editoriale che sbarca in pompa magna nel campo italiano.

 

Rivista La Biennale di Venezia

Il gran ritorno, dopo 53 anni, sul finire del 2024. Poi 4 numeri nel 2025, e i primi 2 del 2026. La “Rivista” trimestrale della Biennale di Venezia è di nuovo una realtà consolidata (il numero di lancio era stato del 1950).

Nell’ambito delle attività dell’Archivio storico della Biennale, ogni numero esplora un tema monografico attraverso arte, architettura, cinema, danza, musica, teatro e moda. “Un progetto editoriale in formato cartaceo, interdisciplinare e visivo, in cui archivio, pensiero critico e sperimentazione grafica dialogano tra loro. Uno spazio di riflessione sul presente e di immaginazione del futuro”, si legge nella presentazione.

La scelta del supporto cartaceo è radicale. Questa è una “Rivista” che si sfoglia, e basta. In questo modo si ottiene la valorizzazione del ricco apparato iconografico, frutto di una selezione attenta di materiali provenienti dall’Archivio stesso e da campagne fotografiche ad hoc.

Diretta da Debora Rossi (direttore editoriale) e Luigi Mascheroni, è interdisciplinare per natura, collegata alle diverse discipline artistiche che compongono l’identità della Biennale. E in questo senso coerente è la raccolta di contributi molto diversi a costruire un dialogo aperto. Anche nella forma: interventi, testimonianze, interviste, dialoghi e testi inediti ed esclusivi, firmati da artisti, studiosi e figure di rilievo del panorama culturale e della società civile, sia italiana che internazionale, alla ricerca di sperimentazione grafica e di contaminazioni tra forme e codici diversi. A testimonianza di questo i titoli dei numeri 2026: Alfabeti ed Emisferi.

Informazioni: Cadenza trimestrale. Lingua: italiano-inglese. Formato: 24 x 32 cm. Pagine: 180/240 circa. Prezzo: 28 euro. Progetto grafico: Studio Tomo Tomo, Milano. Per acquistare l’ultimo numero

 

Turris Babel

Quarant’anni di vita, celebrati con un numero speciale, il 138, nel 2005. “Turris Babel” è una storia che mette al centro il progetto di architettura. Di cura costante e di successo.

E di periferia: è infatti la rivista di architettura della Fondazione Architettura Alto Adige. Diretta da Alberto Winterle, unisce in ogni numero (trimestrale) attenzione a temi ampi del dibattito con una sensibilità fortemente locale, che si traduce nell’indagare e nel valorizzare il patrimonio, storico e contemporaneo, dell’architettura sudtirolese.

Oggi la rivista, bilingue, viene stampata in circa 3.000 copie, e inviata ai circa 1.200 iscritti all’Ordine degli architetti della provincia di Bolzano. Ma ha un certo riscontro anche al di fuori dell’Alto Adige, in maniera proporzionale all’attenzione che genera in tutta Italia, per qualità e coerenza. In questo senso non sorprende la ricchezza anche di contenuti commerciali: la rivista è sostenuta economicamente, per due terzi, dal contributo degli inserzionisti, con ricchi apparati all’inizio e alla fine.

Nell’editoriale per il numero speciale dedicato ai 40 anni di vita della rivista, Winterle ha voluto partire da una citazione di Daniele del Giudice per raccontare finalità e obiettivi: “Il nostro faro non è però il compiacimento per ciò che di buono abbiamo fatto e che la nostra realtà territoriale produce, ma la volontà di cogliere e mettere in luce le possibili contraddizioni e criticità, affinché queste possano attivare un processo critico e generativo utile per continuare il nostro percorso”.

Nei 2 numeri del 2026 ampio spazio al Premio Architettura Alto Adige 2026 (141) e alle infrastrutture (142), che, si legge nell’editoriale “possono smettere di essere semplici opere necessarie e diventare autentici dispositivi di connessione, non soltanto tra punti geografici, ma tra paesaggi, comunità e visioni di futuro”.

Informazioni: Cadenza trimestrale. Lingua: italiano-tedesco. Formato: 21 x 29,7 cm. Pagine: 200 circa. Prezzo: 12 euro. Progetto grafico: Studio Mut, Bolzano. Per acquistare l’ultimo numero

 

About:

Nel titolo è l’identità, il destino e la missione di questa nuova testata del gruppo Hearst Italia: essere pronti a scrivere, descrivere, informare attorno ad un tema dato o trovato.

Se all’epoca della sua prima uscita, il 9 maggio 2025, i due punti potevano lasciare aperto l’interrogativo su quale direzione avrebbe preso la testata, quali argomenti avrebbero scovato i suoi redattori, quali progetti ci sarebbero stati svelati, ora, arrivati al terzo numero, ne sappiamo molto più. Partiamo dai titoli, che sapientemente si accompagnano a colori che potremmo definire inusuali nel panorama editoriale, soprattutto quello delle seriose riviste di architettura. “About: The Collective” ci ha fulminato all’esordio con un rosa che ci ha ricordato il giardino della nonna, quando l’abbiamo visto bucare il nero della notte di Venezia (affiancato dal free press “About Journal”) in occasione della presentazione tenuta durante la 19° Biennale di Architettura. “About: The Sportscapes” giallo cadmio, il colore che negli ambienti industriali si usa per le cose in movimento e che, in generale, indica attenzione.

“About: Radical Reuse” bianco candido, un non colore che rappresenta tutti i colori. Quindi una normalizzazione? Diremmo di no: parafrasando con libertà Henry Ford puoi avere qualsiasi colore tu desideri, purché bianco…

In ogni caso sappiamo di aver già sbagliato tutto perché “About:” non è una rivista, ma un bookazine bilingue (italiano e inglese) e, soprattutto, una “piattaforma globale multimediale dedicata all’architettura”. Perdonateci se soccombiamo, da boomers incalliti, al fascino della carta stampata periodica e da questa siamo partiti, non senza apprezzare sin dal primo numero, e venendo via via confermati, la bontà di un approccio monografico che vive sulla carta fortificato da tutti i mezzi che la rete e il mondo digitale mettono a disposizione.

I numeri, come sempre, non mentono. Sotto la direzione di Alessandro Valenti con la deputy editor, Giulia Ricci, il primo numero “The Collective”, ha riunito il contributo di oltre 100 autorevoli personalità del mondo dell’architettura che si sono divisi fra l’editorial board, gli advisors e gli studi che presentavano progetti. In “Sportscapes” ci si è focalizzati sul rapporto tra corpo e architettura, sfruttando la concomitanza con i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, dando inizio anche ad una serie di tavole rotonde, incontri e occasioni che hanno animato la stagione autunno/inverno della riflessione culturale architettonica. In “Radical Reuse” si propone “il riuso come opportunità creativa per generare ulteriori estetiche” attraverso 90 progetti e 15 casi studio internazionali, “dalla scala degli interni fino a quella della rigenerazione urbana” (ma non era dal cucchiaio alla città?).

E per chi non volesse affrontare il super formato cartaceo o avesse poca dimestichezza con la rete? Ovviamente abbiamo la free press di “About:” alla cui caccia si può andare nei luoghi deputati e in occasione di specifici grandi appuntamenti. Una piattaforma, questa di “About:”, che ti chiede ti partecipare, avendo attivato una membership che vuole dare un minimo comune multiplo, o forse anche un massimo comun divisore, ad una comunità di architetti e accademici, nonché ad aziende e operatori del settore. Compito non facile, visto che la categoria è fra le più divise e dividenti che esistano e onore al merito ad un grande gruppo editoriale internazionale che crede nel settore in Italia ponendo come pietra fondativa e come metodo di indagine il progetto.

Con questo nuovo, ultimo numero, si annuncia anche una distribuzione potenziata che, partendo dal nostro paese, arriverà ai mercati internazionali e alle principali capitali, consolidando la tradizione italiana di riflessione sul progetto e la sua caratteristica di inclusività atta ad ospitare i contributi dei progettisti di tutto il mondo. A distanza di un anno non si può dire che About-due-punti non sia partita bene e che lo spazio dopo i due punti non sia stato sfruttato al meglio. Non ci resta che seguirli in tutte le declinazioni della piattaforma per scoprire le nuove soprese che ci riservano.

Informazioni: Cadenza semestrale. Lingua: italiano. Formato: 23 x 33 cm. Pagine: 180/240 circa. Prezzo: 30 euro. Progetto grafico: Kuchar Swara. Per acquistare l’ultimo numero

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Tag: , , , , , , , , Last modified: 12 Agosto 2026